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Segni
di rinnovamento

· Concluso il Congresso di Medellín ·

Medellín, 28. Fare proprie «la conversione e la riforma della Chiesa» promosse da Papa Francesco; «lasciare da parte l’autoreferenzialità per essere una Chiesa povera per i poveri e gli scartati»; «superare la sporcizia all’interno della Chiesa e condannare con coraggio gli abusi sessuali, di potere e di coscienza». 

È stato questo l’appello lanciato dal cardinale peruviano Pedro Ricardo Barreto Jimeno, arcivescovo di Huancayo e vicepresidente della Rete ecclesiale pan-ammazonica, durante il suo intervento al congresso latinoamericano «Medellín cinquant’anni: profezia, comunione, partecipazione», promosso dal Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), dall’arcidiocesi di Medellín, dal Coordinamento latinoamericano dei religiosi e delle religiose (Clar) e dalla Caritas latinoamericana. Per il porporato, il concilio, la conferenza di Medellín e il papato di Francesco sono «segni del rinnovamento e della riforma che stiamo vivendo nella Chiesa e che dobbiamo rafforzare».
Al convegno ecclesiale hanno preso parte di più di 70 vescovi dell’America latina e dei Caraibi, comunità religiose, rappresentanti del clero e laici provenienti da diversi paesi della regione ed è stata aperta con una sfilata di bandiere in rappresentanza dei paesi del Celam e l’ingresso processionale, con l’accompagnamento di due silleteros, i tradizionali venditori di fiori con le loro opere artistiche.

Secondo il cardinale venezuelano Baltazar Enrique Porras Cardozo, arcivescovo di Mérida e amministratore apostolico di Caracas, «i documenti di Medellín sono stati una pietra miliare nel cammino post-conciliare, poiché fummo i primi ad assumere il clima nuovo del concilio Vaticano ii. E tutto questo ha portato il suo influsso al di là delle nostre frontiere». Questi cinquant’anni, ha continuato il cardinale Porras, «sono stati caratterizzati da alti e bassi, ma la Chiesa del nostro continente è maturata, nonostante le difficoltà e gli ostacoli, interni ed esterni». Ora la sfida principale «è assumere, sulla linea di Papa Francesco, l’urgente necessità di prendere sul serio il concilio Vaticano ii e dare alla Chiesa, in questo momento, un volto di speranza e gioia. È consolante, per noi venezuelani — ha concluso — la fraternità dei vescovi con i quali ci stiamo incontrando».

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