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Segnali positivi

· Nel negoziato per il ripristino delle normali relazioni tra Stati Uniti e Cuba ·

Ancora nessun accordo per riaprire le ambasciate ma le parti annunciano progressi

Non c’è ancora l’accordo definitivo tra Stati Uniti e Cuba per la riapertura delle rispettive ambasciate, ma le delegazioni delle due parti hanno annunciato progressi nel negoziato per il ripristino delle normali relazioni. 

Di segnali positivi avevano avuto sentore molti osservatori anche in seguito al prolungamento nella giornata di ieri della quarta tornata di colloqui, stavolta a Washington, tra le delegazioni statunitense guidata da Roberta Jacobson, vicesegretario del dipartimento di Stato, e cubana guidata da Josefina Vidal, direttore degli affari nordamericani del ministero degli Esteri. Alla vigilia dell’incontro, il quarto in cinque mesi, alternativamente all’Avana e a Washington, c’erano state dichiarazioni ottimistiche di funzionari del dipartimento di Stato sulla possibilità di annunciare in questa occasione la conclusione positiva delle trattative. Anche in assenza di tale risultato, Jacobson ha giudicato buoni gli esiti della nuova tornata negoziale. «Negli ultimi cinque mesi abbiamo fatto progressi significativi e siamo molto più vicini al ripristino delle relazioni e alla riapertura delle ambasciate», ha detto. Secondo alcune fonti, uno degli ostacoli ancora da rimuovere riguarda la richiesta statunitense di libertà totale di movimento a Cuba per i propri diplomatici e il loro diritto di parlare liberamente con tutti i cubani, compresi i dissidenti. C’è comunque da ricordare che solo il 29 maggio terminerà il periodo di quarantacinque giorni entro i quali il Congresso statunitense può sollevare obiezioni alla decisione del presidente Barack Obama di depennare Cuba dalla lista dei Paesi accusati di sostenere il terrorismo, decisione che diventerà operativa solo in quella data.

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23 ottobre 2019

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