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Segnali di distensione tra Obama e il mondo degli affari

· L'ad di General Electric alla guida del Consiglio su lavoro e concorrenza ·

Dopo le difficoltà e la diffidenza degli inizi, dalla Casa Bianca ora arrivano segnali di apertura alle imprese e al mondo degli affari in generale. Secondo gli analisti, infatti, la pace tra Barack Obama e il mondo degli affari è stata formalmente ratificata, ieri, con la nomina di Jeffrey Immelt, l'amministratore delegato della General Electric, alla guida del nuovo consiglio presidenziale sul lavoro e la concorrenza.

Il consiglio sostituisce l'Economic Recovery Advisory Board, guidato da Paul Volcker, che aveva come missione quella di aiutare a traghettare il Paese attraverso le acque agitate della grande crisi. Volcker aveva già annunciato le dimissioni un mese fa e ha cessato formalmente di svolgere il suo ruolo qualche giorno fa.

Gli analisti rilevano che ora ci si trova di fronte non solo a un passaggio da una fase economica all'altra, con l'abolizione di un gruppo di lavoro e la formazione di un altro. Si sta constatando infatti, più in generale, un cambio di atteggiamento da parte della Casa Bianca.

Basti pensare al diverso profilo dei due protagonisti della scena. Paul Volcker, 83 anni, ex governatore della Federal Reserve, si è sempre posto come un critico del modo di agire delle banche negli ultimi quindici anni. Immelt, non ancora cinquantacinquenne, viene descritto dagli addetti ai lavori, come un uomo votato al business: del resto è il capo azienda di uno dei colossi corporate mondiali.

«Sono onorato, il mio impegno alla General Electric non cambierà» ha dichiarato Immelt subito dopo la nomina. Da rilevare che fino all'estate scorsa una decisione di questo tipo, da parte della Casa Bianca, sarebbe sembrata remota.

In più di un'occasione Obama aveva rivolto critiche al mondo degli affari. In particolare il presidente statunitense aveva accusato le lobby bancarie di interferire con il volere del popolo «facendo avanzare schiere di lobbisti in Parlamento».

In pochi mesi dunque la Casa Bianca sembra abbia deciso di compiere una virata, lanciando segnali importanti su come verrà impostata la politica negli altri due anni di mandato di Obama.

Un sensibile avvicinamento al mondo del business, notano gli analisti, si era avuto, in filigrana, quando nel suo recente tour asiatico, Obama si era portato con sé duecento uomini di affari: fra questi proprio Jeffrey Immelt. È seguita la decisione di prendere come suo capo di gabinetto Bill Daly, un ex segretario al Commercio, legato al mondo degli affari ed ex uomo di punta a Washington di J.P. Morgan.

La nomina di Immelt è stata annunciata durante la visita del presidente agli impianti di Schenectady della General Electric, i più antichi del grande gruppo americano. La fabbrica, che produce avanzatissime batterie, ha beneficiato di alcuni accordi commerciali che Obama aveva firmato con l'India e la Cina.

«È la dimostrazione che possiamo riportare posti di lavoro a casa come ha fatto la General Electric — ha detto Obama —. Negli ultimi due anni ci siamo tirati fuori dalle secche della recessione. Ora dobbiamo rimettere in marcia l'economia». Dal canto suo, in un'intervista alla Cnbc, Immelt ha detto: «La strategia di ripresa economica del Paese sarà tutta centrata sulla creazione di nuovi posti di lavoro e su un aumento delle esportazioni». Nei prossimi giorni dovrebbero essere annunciati i nomi degli altri membri del consiglio.

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