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Segnali di disgelo nella crisi ucraina

· Dibattito in Parlamento sull’amnistia mentre il vicepresidente statunitense invita il Governo a dialogare con l’opposizione ·

Si intravede uno spiraglio di luce nel buio tunnel della crisi politica che sta sconvolgendo l’Ucraina. Ieri sono stati compiuti due importanti passi in avanti verso una soluzione pacifica: le dimissioni del premier, Mikola Azarov — accettate in serata dal presidente Viktor Ianukovich — e l’abrogazione delle leggi che limitavano il diritto di manifestare. Oggi è iniziata la seconda giornata della seduta straordinaria dell’Assemblea nazionale che avrà al centro del dibattito l’approvazione di una legge di amnistia per i partecipanti alle manifestazioni antigovernative.

«In Ucraina sosteniamo il principio che tutti hanno il diritto di esprimersi liberamente e pacificamente e hanno voce in capitolo sul futuro del loro Paese». Lo ha affermato ieri sera il presidente statunitense, Barack Obama, in riferimento alla preoccupante crisi scoppiata nell’ex Repubblica sovietica. «La nostra alleanza con l’Europa resta la più forte che il mondo abbia mai conosciuto», ha sottolineato in un altro passaggio del suo discorso sullo stato dell’Unione. Ianukovich ha chiamato ieri sera il vicepresidente statunitense, Joe Biden, e lo ha aggiornato sulla crisi nel Paese. Lo ha comunicato una nota della Casa Bianca precisando che il vice di Obama ha chiesto a Ianukovich di ritirare le forze antisommossa e collaborare con l’opposizione per ridurre le tensioni.

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15 novembre 2019

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