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Segnali contrastanti nel dialogo sul nucleare iraniano

· Seconda giornata di colloqui a Ginevra ·

Un incontro  tra l’alto rappresentante della Politica estera e di sicurezza comune dell’Ue, Catherine Ashton, coordinatrice del gruppo cinque più uno, e il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif, ha dato il via questa mattina a Ginevra al secondo giorno di colloqui  sul programma nucleare iraniano.
Ieri sera, dopo una plenaria di appena dieci minuti, i colloqui tra l’Iran e il gruppo cinque più uno (Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, più la Germania) erano proseguiti fino a tardi con incontri bilaterali. Incontri definiti «molto positivi»  dal portavoce di Catherine Ashton secondo la quale i cinque più uno  sono «pienamente uniti».
Da Parigi, il ministro degli Esteri Laurent Fabius ha intanto ribadito che la Francia spera in un’intesa con Teheran  ma a patto che si tratti di  «un accordo solido».   Tale accordo — ha aggiunto Fabius — non è possibile se non su una base di fermezza». Il presidente russo, Vladimir Putin, ha dal canto suo affermato ieri sera di confidare in un risultato positivo già questa settimana a Ginevra e, comunque, in una soluzione «reciprocamente accettabile».
Il negoziatore iraniano, Abbas Araghcì, ha affermato  che il principio dell’arricchimento dell’uranio rappresenta una “linea rossa” e non è negoziabile, anche se è possibile discutere di volume, livello e luogo. «Ci sono grandi differenze» ha sottolineato Araghcì, aggiungendo che «è possibile  arrivare a un accordo in questi giorni, anche se è difficile. L’ostacolo principale  — ha detto —  è la mancanza di fiducia».

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22 luglio 2019

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