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Segnali all’Europa per un cambio di passo

· Crescita dei partiti anti-Ue nelle elezioni per il rinnovo del Parlamento ·

Il blocco del Partito popolare (Ppe) mantiene la leadership all’interno del Parlamento europeo con 214 seggi, ma a vincere sono soprattutto i partiti euroscettici e antieuropeisti, che avranno oltre 140 rappresentanti, pur non costituendo un blocco omogeneo.

E’ questo l’esito delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo nei ventotto Stati dell’Ue, con i socialisti che perdono sette seggi, passano da 196 a 189, e i liberali che restano il terzo gruppo parlamentare (71 deputati), seguiti dai Verdi (52). Tutte e quattro le formazioni filoeuropee hanno però perso voti e seggi (523, contro i 612 del 2009). In crescita la sinistra radicale, che passa da 35 a 45 deputati, mentre risulta al momento complessa la situazione nell’estrema destra, con il gruppo di euroscettici che ruota attorno all’Ukip britannico di Nigel Farage con 36 seggi e i partiti alleati con il Fronte nazionale di Marine le Pen (gli austriaci della Fpö e gli olandesi del Pvv) che avranno i numeri per formare un proprio gruppo, con 40 deputati, metà dei quali francesi. L’autentico terremoto politico anti-Ue è partito dalla Francia, con la clamorosa, anche se annunciata, affermazione del Fronte nazionale (25 per cento)

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25 aprile 2019

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