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Segnali di pace

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È entrata in vigore a mezzanotte la tregua tra governativi e ribelli in Siria. La cessazione delle ostilità concerne tutto il territorio nazionale ed è stata finora rispettata. È il primo concreto segnale di una pace possibile per la Siria, dopo sei anni di guerra.

Bambini siriani giocano nel villaggio di Jibreen  a sud di Aleppo (Ap)

Non si combatte più ad Aleppo, Damasco, Homs e Idlib. Solo nella regione di Hama sono state segnalate poche, limitate violazioni: alcuni gruppi non identificati — fonti locali parlano in modo vago di “miliziani islamisti” — hanno attaccato i soldati siriani, i quali sono stati costretti a ritirarsi da una collina nella zona di Maharda.
Tra i sette gruppi armati ribelli che aderiscono alla tregua mediata da Russia e Turchia, i più importanti sono Ahrar Al Sham e Jaish Al Islam, entrambi su posizioni estremiste. I miliziani coinvolti nel cessate il fuoco sarebbero in tutto oltre 50.000. Una parte di loro, tuttavia, rimane schierata in regioni in cui è forte anche la presenza di formazioni come Fatah Al Sham (ex Fronte Al Nusra) e del cosiddetto stato islamico (Is), entrambe considerate di natura terroristica e quindi escluse dal cessate il fuoco. Sarà dunque estremamente complesso — dicono i commentatori — scindere i vari gruppi e capire quali rientrano nella tregua e quali no.
È incerto anche il coinvolgimento nella tregua delle milizie curde delle Unità di protezione popolare (Ypg), che controllano buona parte del nord della Siria lungo la frontiera con la Turchia e che, con l’appoggio statunitense, sono in prima linea nell’avanzata su Raqqa, importante roccaforte dell’Is. Ankara li considera «terroristi» in quanto legati ai separatisti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk).
Il presidente russo, Vladimir Putin, e il capo di stato turco, Recep Tayyip Erdoğan, hanno avuto un colloquio ieri nel quale hanno espresso «soddisfazione per gli accordi tra il governo siriano e l’opposizione sulla cessazione delle ostilità in tutta la Siria e la transizione alla soluzione politica mediata dalla Russia e dalla Turchia» si legge in un comunicato congiunto. La tregua era stata discussa il 20 dicembre scorso in un incontro a Mosca tra i ministri degli esteri di Russia, Iran e Turchia, in cui era stata sottolineata l’importanza di applicare il cessate il fuoco in Siria coinvolgendo Damasco e miliziani dell’opposizione. E ieri Putin ha avuto un colloquio anche con il presidente siriano, Bashar Al Assad, il quale si è detto «pronto a rispettare il cessate il fuoco». 

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