Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Segnale di distensione

·  Soddisfazione dell’Onu per l’accordo tra Israele e Turchia ·

«Un importante e incoraggiante segnale di distensione nella regione». Con queste parole il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha definito l’accordo, siglato ieri, tra Israele e Turchia per la ripresa delle relazioni diplomatiche. Un’intesa che chiude sei anni di crisi iniziati con il blitz israeliano sulla nave Mavi Marmara (maggio 2010) nel quale morirono dieci attivisti turchi che stavano portando via mare aiuti alla striscia di Gaza.

Ban Ki-moon è giunto ieri in Israele, dove ha incontrato anche il presidente Reuven Rivlin. Oggi è in agenda un colloquio con 

Ban Ki-moon illustra l’accordo (Afp)

il premier Benjamin Netanyahu di ritorno da Roma dove ha annunciato appunto l’accordo di riconciliazione con la Turchia. Sulla situazione in Medio oriente, il segretario generale dell’Onu ha sottolineato «di essere fermamente convinto che la soluzione dei due Stati rimanga l’unica opzione possibile per impedire un conflitto perenne e realizzare le legittime aspirazioni di entrambi i popoli». I leader di entrambe le parti — ha aggiunto — «devono intraprendere passi concreti per ristabilire fiducia e tracciare un orizzonte politico in modo che israeliani e palestinesi possano vedere il cammino verso la pace e non una situazione di ricorrente violenza». In base all’accordo, Israele pagherà venti milioni di dollari alle famiglie dei dieci attivisti turchi morti nel raid del 2010. In cambio, Israele ha preteso che la Turchia lasciasse cadere tutte le accuse sollevate in sede giudiziaria, nazionale e internazionale, contro i membri del commando e le autorità militari israeliane. L’accordo comprende anche gli sforzi turchi per alleviare la crisi umanitaria nella striscia di Gaza: il blocco navale sul territorio palestinese resta — ha assicurato Netanyahu — definendolo «un supremo interesse di sicurezza per noi» sul quale non è pronto a «fare compromessi».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

24 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE