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Seduttore seriale

· Giovanni Boldini in mostra a Forlì ·

Fra il 2012 e il 2014 il San Domenico di Forlì ha affrontato quello che chiamo il trittico della Modernità, essendo dominus della triplice impresa Fernando Mazzocca. 

La macchina organizzativa, governata da Gianfranco Brunelli, ha offerto al pubblico in successione triennale, prima il simbolismo visionario di Adolfo Wildt, poi il Novecento delle avanguardie e del “ritorno all’ordine”, infine il Liberty, stile unificante dell’Italia moderna. Lo scrive Antonio Paolucci aggiungendo che ora, in questo anno 2015, essendo curatore della mostra ancora Mazzocca alla guida di un qualificato manipolo di specialisti (Dini, Toffanello, Bazzocchi, Chiarelli, Bietoletti, fra gli altri), protagonista è Giovanni Boldini. Il coinvolgimento del pittore ferrarese-parigino era necessario e non solo per l’attenzione che la critica negli ultimi tempi con frequenza crescente e sensibilità sempre più avveduta gli ha dedicato. Era necessario perché senza Boldini il quadro della modernità italiana, soprattutto sotto l’aspetto della sua internazionale fortuna, non sarebbe completo.

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24 gennaio 2020

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