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La necessità di una profonda conversione

· ​Cinquecentenario della Riforma ·

Al centro della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani di quest’anno c’è il cinquecentesimo anniversario della Riforma. Infatti, i testi proposti congiuntamente dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e dalla Commissione Fede e costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese per la settimana in corso sono stati preparati da un gruppo ecumenico in Germania, proprio per rilevare e palesare l’eredità teologica ed ecclesiale dell’esperienza storica della Riforma nel suo paese di origine, come pure per sottolineare gli attuali positivi rapporti tra cattolici e luterani, a cinquant’anni dall’inizio del dialogo ecumenico. Tutto questo ha avuto espressione visibile e autorevole nell’incontro, il 31 ottobre scorso, di Papa Francesco con il presidente e il segretario generale della Federazione luterana mondiale a Lund in Svezia, in una preghiera comune, alla presenza di rappresentanti di quasi tutte le Chiese e comunioni cristiane, a sigillo della fraternità riscoperta e dell’impegno a continuare a favorire la solidarietà e la collaborazione nel testimoniare il Vangelo e nel servire l’umanità sempre bisognosa della vita nuova offertaci in Cristo Salvatore.

Possiamo dire che la commemorazione congiunta dell’anniversario della Riforma presieduta dal vescovo di Roma e dalle massime autorità della Federazione luterana mondiale segna un punto di arrivo e un punto di partenza non indifferenti. Il punto di arrivo è stato il solenne riconoscimento del sostanziale accordo tra cattolici e luterani sulle fondamenta della fede e sulla capitale questione che li aveva divisi cinquecento anni fa. Il punto di partenza è il grado di mutua fiducia e di fraternità ecclesiale manifestato nell’evento di Lund, che diventa impulso e impegno improcrastinabile per una nuova era di testimonianza comune. Le importanti differenze ancora esistenti non devono impedire la stretta collaborazione delle Chiese nel portare all’umanità confusa e sofferente la grazia che ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità (cfr. 2 Timoteo, 10).

di Brian Farrell

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09 dicembre 2019

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