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Seconda notte di raid sulla Siria

· Contro l’Is e il gruppo terroristico Khorasan ·

Seconda notte di bombardamenti dell'aviazione statunitense in Siria contro postazioni dello Stato islamico (Is) e contro i qaedisti del gruppo terroristico Khorasan. Nel pomeriggio di ieri, intanto, il presidente statunitense, Barack Obama, nel motivare l'offensiva, ha dichiarato che l'Is stava progettando attentati contro l'occidente. Nello stesso tempo il capo della Casa Bianca ha sottolineato l'importanza di combattere «spalla a spalla» con gli alleati arabi, evidenziando che quella in corso non è una guerra solo americana.

Profughi siriani al confine con la Turchia (Epa)

L'intelligence statunitense aveva informato le massime autorità statunitensi che il gruppo Khorasan era arrivato alla fase finale del processo di preparazione di attentati contro gli Stati Uniti e l'Europa. Ed è per questa ragione che le autorità di Washington hanno deciso di colpire non solo le basi dello Stato islamico, ma anche le strutture della formazione legata ad Al Qaeda e guidata da Muhsin Al Fadhli. Lo stesso leader, sulla cui testa pende una taglia da sette milioni di dollari, potrebbero essere morto durante i raid, hanno indicato fonti diplomatiche. Obama ieri ha affermato che è stato sventato un complotto di Al Qaeda in Siria contro gli Stati Uniti e i «nostri alleati». Ha quindi tenuto a evidenziare che sarà fatto «ciò che serve per combattere questo gruppo terrorista per la sicurezza del mondo intero».

Gli obiettivi dell'attacco erano stati approvati dal presidente statunitense durante la recente visita a Centcom, il comando che ha la responsabilità per il Medio oriente. Successivamente Obama ha dato l'ordine di colpire, lasciando ai generali il compito di decidere quando, in base alle informazioni di intelligence. Gli attacchi si sono concentrati in due regioni: quella vicina ad Aleppo, per colpire Khorasan, e quella di Abu Kamel, al confine tra Siria e Iraq, che ha invece preso di mira le postazioni dell'Is.

Intanto l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha comunicato che l'offensiva dei miliziani dell'Is contro i villaggi curdi al confine tra Siria e Turchia potrebbe provocare un esodo di massa, con oltre quattrocentomila persone in fuga dalle loro abitazioni. 

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25 marzo 2019

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