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Se una foto in Sistina fa la storia

· I Papi in pubblico ·

Alla città e al mondo, urbi et orbi, va la benedizione del Papa. Le immagini faranno il giro del mondo anche nella prossima domenica di Pasqua. Tanto gli esperti si aspettano da decenni una progressiva secolarizzazione, quanto invece restano indimenticabili le immagini delle apparizioni pubbliche dei Pontefici a partire dalla seconda metà del Novecento.

Proprio la crescente importanza del papato moderno in ambito pubblico e politico sullo sfondo delle previsioni di secolarizzazione è stata il tema centrale di un convegno internazionale tenutosi presso il Römisches Institut der Görres Gesellschaft. Rappresentanti del mondo della scienza, della diplomazia e della comunicazione hanno parlato soprattutto dello sviluppo del ruolo dei media e delle caratteristiche proprie del potere papale in epoca contemporanea. E non si è trattato di un processo così ovvio come potrebbe sembrare a prima vista.
Lo storico Olav Blaschke ha parlato del punto più basso raggiunto dal papato alle soglie dell’Ottocento. Pio vi morì il 29 agosto 1799, prigioniero dei francesi, e si dovette attendere fino al 14 marzo 1800 perché fosse scelto il suo successore. Blaschke ha ricordato poi la fine dello Stato pontificio nel 1870 e, decenni più tardi, il fallimento degli sforzi per la pace durante i due conflitti mondiali. Questi punti più bassi, però, sono stati anche punti di svolta, grazie ai quali il papato si è sempre reinventato.
Proprio negli stessi giorni del convegno, nella Sala Regia del Palazzo apostolico si è svolto l’incontro tra i capi di stato e di governo dell’Unione europea e il Papa per i sessant’anni dei Trattati di Roma. Nel suo discorso il Pontefice ha sviluppato le linee fondamentali per il futuro del continente, orientate alla solidarietà e all’apertura al mondo. Ha definito l’Europa una vita. E probabilmente la foto di Francesco con i leader europei nella cappella Sistina entrerà a far parte delle immagini di un futuro libro di storia del continente.

di Annette Schavan, Ambasciatore di Germania presso la Santa Sede

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22 settembre 2019

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