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Belgrado insiste
sul rinvio del Concilio

· Nuova dichiarazione del Patriarcato ortodosso ·

Dopo la Chiesa ortodossa bulgara e il patriarcato di Antiochia, anche la Chiesa ortodossa serba ha in pratica annunciato che non parteciperà al «Santo e grande concilio» in programma nell’isola greca di Creta dal 19 al 26 giugno.

«L’insoddisfazione e i rilievi critici di alcune Chiese locali riguardo i vari documenti preparati durante il periodo preconciliare, problemi di relazione e comunione fra Chiese, la mancata volontà di includere nell’ordine del giorno almeno una delle nostre proposte», hanno spinto il sinodo del patriarcato di Serbia a scrivere una lettera all’arcivescovo di Costantinopoli, Bartolomeo, e agli altri primati ortodossi esprimendo le proprie «difficoltà» a partecipare al concilio e proponendo il suo «aggiornamento ad altra data». Il patriarca di Serbia, Ireneo, invita a considerare la riunione di Creta come una nuova «consultazione preconciliare interortodossa» allo scopo di migliorare i testi, eliminare i disaccordi e trovare unanimità e consenso delle Chiese.

Dopo la defezione di tre Chiese, «resta difficile continuare a parlare di concilio panortodosso», ha dichiarato al canale Russia-24 il presidente del Dipartimento per i rapporti fra Chiesa, società e media del patriarcato di Mosca, Vladimir Legoyda. «Sarebbe meglio parlare di conferenza interortodossa», ha osservato, ribadendo che secondo il regolamento del concilio tutte le decisioni devono essere adottate consensualmente: «Se solo una Chiesa si oppone all’uno o all’altro documento, esso non può essere approvato. E non si può parlare di consenso panortodosso in una situazione in cui ben tre Chiese rifiutano di partecipare».

Di diverso avviso l’arcivescovo di Cipro, Crisostomo ii, che in un messaggio, datato 9 giugno, ricorda che «lo svolgimento del concilio è stato deciso all’unanimità nel corso di due sinassi dei primati delle Chiese ortodosse, senza mai aver espresso obiezioni. Tale realtà garantisce l’unità e l’unanimità fra noi. È per questo che crediamo che ogni altra dichiarazione o proposta, dell’ultimo minuto, minacci questa unità. Coloro che se ne rendono complici, volontariamente o no, ne saranno resi responsabili». Crisostomo invita tutte le Chiese locali ortodosse a partecipare ai lavori di Creta poiché, «se ci lasciamo guidare dallo spirito di verità, fedele alla nostra tradizione, ogni potenziale problema esistente a proposito dei documenti preconciliari preventivamente accettati può essere risolto rapidamente in modo che il Santo e grande concilio possa avere il tempo necessario per trattare anche le preoccupazioni bilaterali delle Chiese sorelle».

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