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Se l’uomo uccide più del terremoto

· Il vescovo parla di responsabilità mentre scattano le indagini ·

Il giorno dopo la cerimonia delle esequie per le vittime del terremoto nel Lazio, la Guardia di finanza ha fatto sapere di aver acquisito una serie di documenti sui lavori di ristrutturazione di alcuni edifici crollati.

Fanno riflettere le parole del vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, che ieri, durante i funerali ad Amatrice, ha parlato di responsabilità dell’uomo, che uccide più del terremoto. Forte anche l’invito alla politica a non cadere nella «ingenuità muscolare» del tutto e subito, ma ad impegnarsi piuttosto «a breve, medio e lungo termine», perché «disertare questi luoghi significherebbe ucciderli due volte».

La celebrazione delle esequie delle vittime del terremoto ad Amatrice  (Ansa)

Centinaia di persone sotto la pioggia hanno preso parte martedì pomeriggio ai funerali delle vittime nel Reatino, insieme con le massime autorità dello Stato. E per volontà del Papa, ha partecipato anche l’elemosiniere pontificio, l’arcivescovo Konrad Krayewski, che ha consegnato alle famiglie delle vittime una corona del Rosario.

Come ha chiesto la popolazione locale, la cerimonia si è svolta ad Amatrice, nel piazzale dell’Istituto Don Minozzi. La lettura del lungo elenco delle persone morte ha aperto la cerimonia.

Il vescovo di Rieti, all’omelia, ha parlato del dolore e del coraggio della speranza ma ha anche messo in guardia da facili strumentalizzazioni. «Dio rappresenta la salvezza e non deve essere usato come capro espiatorio», ha raccomandato. Per poi sottolineare che «la domanda dov’è Dio? non va posta dopo le tragedie, ma va posta prima». Dunque, ha pronunciato la frase ripresa da tutti i media, come una fortissima sollecitazione a chiarire eventuali responsabilità: «Il terremoto non uccide, ad uccidere è piuttosto l’opera dell’uomo». Chiara la consapevolezza che per ricostruire «non basteranno giorni ci vorranno anni» e, dunque, il richiamo a «guardarsi dalla ingenuità muscolare di chi promette tutto subito» ma anche «dalla inerzia rassegnata di chi si volge altrove».

Quindi l’invito a promuovere e sostenere «un coinvolgimento tenero e tenace, un abbraccio forte e discreto, un impegno a breve medio e lungo periodo». Solo così «la ricostruzione non sarà querelle politica o una forma di sciacallaggio».

Nella zona di Amatrice, dopo il terremoto dell’Aquila nel 2009, erano stati effettuati lavori di adeguamento alla normativa antisismica, anche su edifici crollati il 24 agosto, come la scuola. Per questo la Guardia di finanza ha acquisito documenti dalla Regione Lazio, la Provincia di Rieti, il Genio civile, il consorzio appaltatore e dalle ditte che hanno eseguito materialmente i lavori di ristrutturazione.

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12 dicembre 2019

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