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Se lo spettatore diventa protagonista

· ​Inaugurazione di Studio Azzurro ai Musei Vaticani ·

Recentemente un giornalista mi ha chiesto quale sia stata per me, nei miei nove anni di direzione dei Musei Vaticani, l’acquisizione alle collezioni del Papa di una nuova opera d’arte che mi ha reso più di ogni altra felice. Non ho avuto dubbi nel rispondere che l’acquisizione di cui sono più orgoglioso è stata quella della installazione multimediale In principio (e poi) del milanese “Studio Azzurro”. È il capolavoro che splendeva come un sole al centro del padiglione della Santa Sede alla Biennale veneziana del 2013. 

Gesti e tracce — composizione fotografica © Studio Azzurro

L’idea era stata del cardinale Ravasi: prendere i primi undici capitoli del Genesi e offrirli a una qualificata selezione di grandi artisti internazionali perché li traducessero con gli strumenti espressivi e nei valori spirituali e poetici della contemporaneità. Quindi prima la Creazione, il fiat lux primigenio che fa nascere dal nulla la bellezza del mondo, poi la Decreazione, il male che entra nella storia e nella famiglia umana, infine la Ricreazione, la pace e l’armonia ritrovate dopo il diluvio.
Di fronte alla installazione dello Studio Azzurro lo spettatore semplicemente allungando la mano (proprio come la mano di Dio in atto di pronunciare il fiat lux) cancella sullo schermo collocato a terra il buio indistinto del niente delle origini e vede prender forma gli elementi e le creature. Ancora un gesto della mano ed ecco popolarsi gli schermi laterali di animali e di piante; è il brulicante splendore del mondo che ci avvolge e riempie la nostra visione. Infine nello schermo frontale ci sono i “portatori di storia”, gli uomini e le donne che, fotografati nel carcere di Bollate, raccontano le loro genealogie, affermano la loro presenza nel mondo.
L’effetto è quello di un coinvolgimento globale. Lo spettatore che guarda e che con il gesto della mano anima le scene sugli schermi, diventa parte della creazione, è nella creazione, si sente dentro “il principio” che dà titolo alla installazione.
Invito tutti quelli che ritengono l’arte contemporanea incomprensibile, indecifrabile, nel migliore dei casi un gioco intellettuale per pochi, nel peggiore una vuota provocazione, a visitare, dentro i Musei Vaticani, l’installazione di Studio Azzurro. Capiranno che l’arte contemporanea, quando è grande e vera, sa essere perfettamente comprensibile e meravigliosamente eloquente.

di Antonio Paolucci

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24 maggio 2019

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