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Leonardo in lavanderia

· Il Louvre ha deciso di restaurare il «San Giovanni Battista» ·

È opportuno mandare in lavanderia un dipinto di Leonardo? La domanda se la pone «The Times», nell’edizione di giovedì 4 febbraio, nel dare notizia che il Louvre ha appena deciso di «ripulire» quello che si ritiene essere l’ultimo quadro del maestro del Rinascimento, San Giovanni Battista (1513). 

Non c’è dubbio che la tela si presenti ora «sporca», very grubby, sottolinea Sébastien Allard, il direttore dei dipinti del Louvre: strati di vernice ingiallita stanno occultando la superficie della tela. Considerando — rileva «The Times — le attuali sofisticate tecnologie, il processo di restauro non dovrebbe creare problemi. Ma è il fatto stesso di mettere mano, per quanto competente, su una tela leonardesca, che suscita fremiti di ansia. Del resto, ricorda il quotidiano londinese, tre anni fa scatenò un accesissimo dibattito l’intervento di restauro sulla Vergine e il Bambino con sant’Anna, tela che Leonardo realizzò nel 151o, anch’essa uno dei tesori del museo parigino. Il direttore della conservazione dei dipinti, Ségolène Bergeon Langle, rassegnò le dimissioni: le motivò sostenendo che sotto la sua direzione non era ammissibile che il volto della Vergine avesse perso, a causa di improvvidi restauratori, l’originale modellatura. «Il restauro non sarebbe dovuto nemmeno cominciare» tuonò Bergeon Langle prima di sbattere la porta. Memore dell’accaduto, Sébastiene Allard ha rassicurato che il lavoro sul San Giovanni Battista sarà condotto con cura certosina, e «nulla sarà lasciato al caso». A dirigere l’operazione — supervisionata da una commissione di dieci esperti internazionali — sarà Regina Morieara che all’attivo annovera anche il restauro di Betsabea al bagno (1664) di Rembrandt, anch’esso al Louvre: nessuno, allora, ha protestato e sbattuto porte. 

di Gabriele Nicolò

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