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Se la società si autodistrugge

· I rischi che si corrono quando si ignorano i giovani ·

"Incontro quotidianamente giovani ragazzi che vivono un profondo disagio esistenziale, che non hanno un lavoro e che hanno ormai perso la speranza di trovarne uno – scrive il cardinale Gualtiero Bassetti – Giovani che, il più delle volte, si sentono abbandonati da tutti. 

Anonimo, «Città in frantumi» (www.gallerifresh.net)

Costretti a vivere un’esistenza precaria che uccide la loro dignità, che incrina la loro identità e che li colpisce fin dentro l’anima. Come pastore non posso non ricordare a questi giovani, con tutta la forza che possiedo, che Cristo non li ha abbandonati! Ma li segue uno per uno. E cammina con loro nelle loro sofferenze. La Chiesa, ma non solo la Chiesa, bensì tutti gli uomini e le donne di buona volontà hanno l’imperativo morale di cingersi i fianchi, di rimboccarsi le maniche e di soccorrere tutti coloro che vivono in una condizione di esclusione, che stanno ai margini della società e che non hanno niente. Questa cesura profonda, tra chi è all’interno della cittadella dei diritti e della sicurezza sociale e chi sta al di fuori, reietto ed escluso dal cosiddetto processo produttivo, rappresenta una frattura inaccettabile agli occhi di Dio. Perché una società che non accoglie gli ultimi, che non abbraccia i suoi figli e non si prende cura dei poveri è una società che finisce per negare la paternità di Dio e per autodistruggersi".

Il testo anticipa la relazione che il cardinale arcivescovo di Perugia - Città della Pieve presenta il 6 maggio nel capoluogo umbro nel corso dell'incontro «Il destino della libertà. Quale società dopo la crisi economica». Moderati da Roberto Righetto, partecipano anche Mauro Magatti, Chiara Giaccardi e Zygmunt Bauman.

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18 settembre 2019

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