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​Se la paura è il brand più venduto

· Il segretario generale dell’Onu mette in guardia contro i crimini d’odio ·

António Guterres (Afp)

Con un forte appello al multilateralismo il segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha introdotto, venerdì 18 al Palazzo di vetro, il primo incontro dell’anno con la stampa. In un momento in cui, come ha ricordato il Papa nel recente discorso al corpo diplomatico, il sistema multilaterale si sta progressivamente indebolendo per il riapparire di spinte nazionaliste e populiste, il segretario generale delle Nazioni Unite ha riproposto con urgenza la necessità di soluzioni globali a sfide globali quali i cambiamenti climatici, le migrazioni e il terrorismo. Ma un approccio complessivo, ha sostenuto Guterres, è necessario per contrastare quel sentimento di paura di cui si alimentano le forze contrarie al multilateralismo. «Il brand più venduto nel mondo di oggi — ha infatti affermato — è la paura. Fa ascolti, fa ottenere voti, genera clic». La sfida più grande che i governi e le istituzioni devono affrontare è quindi mostrarsi disponibili, fare sentire la loro vicinanza e trovare soluzioni che rispondano alle paure delle persone con fatti concreti. E le Nazioni Unite, secondo Guterres, devono affrontare le cause profonde di questa sfiducia, dell’ansia diffusa, della rabbia e della paura su tre aree chiave: accelerare lo sviluppo sostenibile, rafforzare il valore aggiunto dell’ Onu attraverso la sua riforma e coinvolgere la società civile per cercare di porre fine all’ascesa di odio, xenofobia e intolleranza. Perché nel mondo di oggi sono presenti echi inquietanti di epoche passate. Visioni velenose si stanno inserendo nei dibattiti politici. Non a caso il segretario generale ha sottolineato la necessità di ricordare le lezioni degli anni Trenta e della seconda guerra mondiale. «I crimini d’odio — ha detto infatti — sono minacce dirette ai diritti umani, allo sviluppo sostenibile, alla pace e alla sicurezza». Per questo ha annunciato di avere incaricato il suo consigliere speciale per la prevenzione dei genocidi, Adama Dieng, di riunire una squadra allo scopo di sviluppare con urgenza una strategia e un piano d’azione globali.

di Giuseppe Fiorentino

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24 luglio 2019

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