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Se la mummia
non dà il consenso

· ​Per un’etica della ricerca sul materiale biologico umano ·

Una ricostruzione del corpo di Ötzi ottenuta grazie a studi sulla mummia

Il materiale biologico umano (cellule sangue, tessuti) conservato nelle biobanche è di grande utilità per la ricerca scientifica. Esso può consentire di ottenere nuove importanti conoscenze, anche per la cura delle malattie. Ma, nel caso di raccolte storiche di materiale biologico, i ricercatori devono talvolta fronteggiare difficoltà operative per quanto riguarda il consenso informato e la riservatezza. Questo succede perché, all’inizio degli anni Novanta del secolo scorso, è cresciuta l’attenzione verso la tutela dei dati personali, e specialmente verso i dati cosiddetti “sensibili”, come i dati sanitari. Una crescita di attenzione verso i diritti della persona che è sicuramente opportuna e positiva. Lo scrive Carlo Petrini prendendo in apertura di una serie di riflessioni che prendono spunto da ricerche recentemente effettuate sulla nota mummia Ötzi.

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26 marzo 2019

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