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Se il sapere
non diventa servizio
non può esserci sviluppo

· Il Papa definisce le Pontificie accademie un modello di sinodalità ·

«Maria Sedes Sapientiae» (xii secolo, chiesa di Notre Dame a Orcival, Francia)

«L’Accademia è un luogo dove il sapere diventa servizio, perché senza un sapere che nasce dalla collaborazione e sfocia nella cooperazione non c’è sviluppo genuinamente e integralmente umano». Di più: essa «è, nel campo che le è proprio, un’esperienza e un modello di sinodalità». Lo sottolinea Papa Francesco rivolgendosi ai partecipanti alla XXIV solenne seduta pubblica delle Pontificie accademie, svoltasi nel pomeriggio di mercoledì 4 dicembre a Roma presso il Palazzo della Cancelleria. Attraverso un messaggio, che è stato letto dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, il Pontefice evidenzia come questa edizione sia stata organizzata dalla Pontificia Academia Mariana Internationalis, che quest’anno festeggia il 60° anniversario della sua istituzione, da parte di Giovanni XXIII.

Nel messaggio indirizzato al cardinale Gianfranco Ravasi, che ha introdotto i lavori come presidente del Consiglio di coordinamento tra le sette Accademie pontificie, il Papa commenta il tema scelto per la seduta pubblica di quest’anno, «Maria, via di pace tra le culture». Esso, spiega, «riassume idealmente il cammino di questi sessant’anni. L’esperienza drammatica delle due guerre mondiali — ricorda — spinse Pio XII a mostrare, nel segno dell’Assunta, un faro di pace all’umanità inquieta e impaurita. Il concilio Vaticano II, poi, ha indicato nella Madre del Signore il modello di una Chiesa “maestra in umanità”, perché serva delle aspirazioni più profonde del cuore umano». Proseguendo nella rilettura del magistero dei predecessori sull’argomento, Francesco aggiunge che «in Paolo VI il legame tra la Santa Vergine e il popolo credente risuona alto, chiaro, consapevole e appassionante» e che «Giovanni Paolo II fece in modo che la Madre del Redentore diventasse motivo e ispirazione per un rinnovato incontro e una ritrovata fraternità quali vie di accesso della Chiesa e del mondo nel nuovo millennio». Infine ricorda che Benedetto XVI ha esortato «gli studiosi ad approfondire maggiormente il rapporto tra mariologia e teologia della Parola». Al termine, è stato consegnato il premio delle Pontificie accademie, che quest’anno è andato a Carme López Calderón e Ionu-Cătălin Blidar.

Il messaggio del Papa

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26 gennaio 2020

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