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Se il libro fa ecumenismo

· ​Primo salone dei media cristiani della Borgogna ·

Dieci dicembre 2016, assoluta prima a Digione, capitale della Borgogna: 60 autori, tanti editori e società multimediali si sono dati appuntamento per il primo salone regionale dei media cristiani. Ciò che colpisce è la volontà di ecumenismo. La radio cristiana principale in Francia, Rcf, la Chiesa protestante unita di Francia e la diocesi di Digione hanno sfidato l’apparente sfiducia che la società ripone nel libro proponendo per la prima volta un salone dedicato ai libri e agli autori, rigorosamente cristiani. Nei discorsi di apertura, monsignor Roland Minnerath, vescovo della diocesi e lui stesso autore di numerosi libri, ha ribadito la sua assoluta fiducia nel fatto che la nostra società sia ancora ancorata allo scritto. I giovani leggono, fosse anche e soltanto sugli smartphone. Così ha ribadito anche la signora Boulet, pastore della Chiesa protestante unita di Francia, che ha ricordato come la cultura protestante sia davvero fondata sullo testo scritto. Rcf, nella persona del signor Gond, ha presieduto l’inaugurazione ricordando come il progetto sia frutto di entusiasmo di tanti e tra i tanti dei collaboratori volontari. I libri attirano ancora e i libri cristiani hanno ancora un mercato, difficile certo, ma soprattutto hanno dei lettori. Il fatto di aver realizzato un salone di autori, di editori e di libri cristiani non è per niente un fatto da poco. L’ecumenismo si crea anche e forse soprattutto attraverso i media, attraverso azioni concrete. Basti pensare a tutte le realizzazioni ecumeniche in giro per il mondo grazie a radio e televisioni. Oltre a questa bella iniziativa ecumenica, quando poi si percorrono i tavoli sui quali si trovano i libri e, dietro i quali appaiono gli autori, tante altre positive scoperte attendono il visitatore. La cosa più bella è stata scoprire degli autori dalla testimonianza cristiana appassionante e appassionata. Come Jacqueline Assaël, che insegna letteratura greca all’università, parecchi anni orsono colpita da una gravissima malattia che l’avrebbe condotta alla morte, si mette sulla strada della sua fede, protestante, e si dedica con le poche forze rimaste a scoprire il senso della speranza nel Nuovo Testamento. Ne nasce un amore per la fede, per il Nuovo Testamento e per Dio che rinnoveranno interamente la sua vita (Petit traité de fol espoir. L’espoir dans le Nouveau Testament, Lyon, 2009). E che dire ancora dell’ultimo libro di Béatrice Bourgès, cofondatrice della Manif pour tous che si oppone al matrimonio omossessuale, che non ha paura di testimoniare tutta la sua difficoltà, sofferenza e maturazione umana e spirituale in un libro che descrive il suo percorso di donna cattolica, divorziata e risposata (Béatrice B, catholique divorcée remariée, Artège, 2015). Gli autori uomini sono presenti, certamente, ma sembra che la voce femminile sia il fatto nuovo. Come Laurence Tartar-Fouchier, pastore protestante, che ha scritto un libro illustrato per bambini, la storia del folletto ombrello che dialoga con Dio quando tiene tra le mani il suo fazzoletto rosso. Ma un giorno lo perde e rincorrendo il suo fazzoletto inizierà a incontrare i cristiani delle diverse confessioni. Alla fine di questo percorso non avrà più bisogno del suo fazzoletto, perché maturo (L’incroyable voyage du Lutin Parapluie, Lione, Editions Olivetan, 2016 pagine 44, euro 18). Forse questo è il senso di crescere nell’unità della fede, senza perdersi dietro a sterili dibattiti, senza inutili filtri. Ecumenismo, certo, che lascia intatto il patrimonio autentico di ogni Chiesa. Non è quindi sorprendente che il banco dedicato a santa Elisabetta della Trinità, recentemente canonizzata e originaria di Digione, sia ben rappresentato. Anche qui, una testimonianza particolare perché l’autrice del libro (Guérie!, Toulouse, Editions du Carmel, 2016, pagine 147, euro 15) Marie-Paul Stevens, è niente meno che una miracolata per intercessione della santa. E ci tiene a precisare: «È il Signore che è intervenuto, per intercessione della santa». Si respira qualcosa di nuovo nelle pagine, dietro le pagine, negli spazi del cuore degli autori e delle autrici. Probabilmente il decano degli autori presenti, il celebre teologo gesuita Bernard Sesboüé riassume nel titolo del suo ultimo libro il senso di tutto il salone: Jésus. Voici l’homme (Paris, Editions Salvator, 2016, pagine 192, euro 19,50). Gesù. Ecco l’uomo che ci ha parlato attraverso parole profondamente umane. Quelle stesse con le quali, ancora oggi, lo trasmettiamo alla generazioni future.


di Alberto Fabio Ambrosio

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18 ottobre 2019

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