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Se il concilio parte in salita

· Il patriarcato greco-ortodosso di Antiochia rompe la comunione con quello di Gerusalemme ·

Si complica, e non poco, il cammino verso il concilio pan-ortodosso previsto nel 2016 a Istanbul. Martedì scorso il sinodo del patriarcato greco-ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente, riunitosi in sessione straordinaria a Balamand, in Libano, sotto la presidenza di Giovanni x, ha deciso di interrompere la comunione con il patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme a causa della mancata soluzione di una controversia che si trascina dal 4 marzo 2013, da quando cioè il patriarcato di Gerusalemme ha proceduto all’elezione dell’archimandrita Makarios ad “arcivescovo del Qatar”, con la conseguente creazione di una nuova diocesi. Questo territorio — si legge nel comunicato diffuso il 29 aprile al termine del sinodo — «fa parte della giurisdizione dell’arcidiocesi di Baghdad, Kuwait, Penisola arabica e sue dipendenze, la quale dipende dalla giurisdizione canonica del patriarcato di Antiochia».

Fin dall’inizio, quindi, l’iniziativa del patriarcato di Gerusalemme è stata considerata come «un’aggressione alle frontiere canoniche del patriarcato di Antiochia». Adesso, visto che i passi diplomatici finora compiuti dal patriarca Giovanni x non hanno portato al ripristino della situazione antecedente, il sinodo ha deciso di «chiedere al patriarca di Antiochia di non menzionare più il patriarca di Gerusalemme nei dittici», ovvero nella lista dei nomi dei capi delle Chiese ortodosse autocefale che sono in comunione fra loro e che sono commemorati reciprocamente dai responsabili delle Chiese a ogni divina liturgia. Inoltre, il sinodo ha chiesto a Giovanni x di scrivere ai capi delle Chiese ortodosse autocefale sorelle per informarli di questa decisione, sollecitandoli ad agire per la soluzione di una crisi «le cui conseguenze — si legge nel comunicato — comportano un impedimento della testimonianza dell’unità ortodossa». Conseguenze che rischiano di avere effettivi negativi sullo stesso concilio pan-ortodosso, sia per il peso delle parti in causa (Gerusalemme e Antiochia sono con Alessandria e Costantinopoli i patriarcati ortodossi più antichi) sia per il rischio di rendere di fatto nulle le sue decisioni, dovendo essere prese all’unanimità da tutte le Chiese autocefale.

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