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Se due intoccabili sbancano il botteghino

· Numeri da record in Francia per il film di Toledano e Nakache ·

Una coppia anomala sta sbancando da mesi i botteghini francesi. Ricco, aristocratico, bianco, colto e paraplegico dal collo in giù l’uno; straniero, squattrinato, ex carcerato, di colore e normodotato l’altro.

Alla ricerca di un badante indispensabile dopo l’incidente di parapendio che lo ha quasi del tutto immobilizzato, nelle prime scene del film Intouchables Philippe si trova pressoché “costretto” ad assumere il giovane Driss, capace di “imporsi” da subito sulla triste e grigia ridda dei pretendenti al posto. Tutt’altro che scontata (quanti di noi, sinceramente, vivono in termini amicali i rapporti con i badanti che abitano nelle nostre case?), l’amicizia che si creerà tra loro sarà l’incontro tra due mondi culturali, economici e sociali lontanissimi, rivelando la mobilità esistenziale in grado di scoprire cosa c’è — e cosa potrebbe esserci — dietro sofferenze e povertà di varia natura. Con ironia, profondità e poco di edulcorato, l’uomo del centro città (interpretato da Francois Cluzet) poco può senza le giovani braccia della banlieu (che hanno le fattezze di Omar Sy, star della televisione d’Oltralpe). Se l’elegante Philippe ama Vivaldi e il dinoccolato Driss gli Earth Wind and Fire, le scene che li colgono separati con lo scambio di colonne sonore sono di una semplicità poetica e profonda. Intouchables per tutti: la mancanza di sensibilità rischia di essere primariamente esistenziale. La disabilità fisica e la disabilità sociale, infatti, sono del pari immobilizzanti ed escludenti.

Il film è tratto da una storia vera. Il vero Philippe Pozzo di Borgo ha raccontato la sua amicizia con il magrebino Abdel in Le second souffle (Montrouge, Bayard, 2011, pagine 282, euro 14,90; la prima uscita del volume però era avvenuta nel 2001). La pellicola è piaciuta molto a entrambi, rimasti legati anche dopo il tempo vissuto insieme a Parigi. Il fotogramma finale del film ne rivela i volti autentici, cogliendoli di profilo mentre scrutano insieme l’orizzonte, rimandando a un’amicizia non conclusasi con la narrazione, ma proseguita nella vita.

A inizio febbraio, raggiungendo quasi i 18 milioni di spettatori dall’uscita avvenuta il 2 novembre scorso, Intouchables ha strappato il primato quarantennale di secondo film più visto nella storia di Francia a La grande Vadrouille (1966). Ma viste le persone che ancora fanno la fila al cinema per vederlo, è verosimile che il traguardo assoluto di Bienvenue chez les Ch’tis (2007) di Dany Boon (film più visto al mondo dopo Titanic ) con i suoi venti milioni di biglietti, sia ormai alla portata della pellicola firmata dai registi Eric Nakache e Olivier Toledano.

Mentre Stati Uniti e Italia (dove il film uscirà a fine mese) hanno già acquistato i diritti per un remake, viene da chiedersi cosa di questa storia stia tanto affascinando il pubblico francese. Forse, è la forza inarginabile dell’amicizia, misteriosamente capace di far toccare gli intoccabili.

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20 agosto 2018

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