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Scuole siriane ancora nel mirino

· Nuovo attacco a ovest di Aleppo causa la morte di sei bambini ·

Ancora attacchi contro le scuole in Siria. Ieri, poche ore dopo il bombardamento che a Idlib ha causato la morte di 22 bambini e 6 insegnanti, è stato segnalato un nuovo attacco contro una scuola a ovest di Aleppo, nel distretto Al Shahba. Sei i minori uccisi questa volta. Altri 15 i feriti. A darne notizia sono fonti degli attivisti legati ai ribelli moderati.

I banchi di una delle scuole colpite (Ansa)

Diverso il bilancio fornito dall’agenzia Sana, che parla di 3 bambini morti e di 14 feriti, attribuendo la responsabilità delle violenze a «gruppi di terroristi». Le Nazioni Unite hanno condannato con forza i bombardamenti sulle scuole. Il segretario generale Ban Ki-moon ha auspicato ieri l’avvio di un’indagine immediata sugli attacchi. «Se questi atti terribili continuano nonostante lo sdegno globale è perché i loro autori non temono la giustizia. Dobbiamo dimostrare loro che sbagliano» ha detto il segretario generale. Secondo l’Unicef, il bilancio del primo attacco contro la scuola a Idlib è di 28 morti, di cui 22 bambini e 6 insegnanti. Il responsabile degli sforzi umanitari dell’Onu in Siria, Jan Egeland, ha avvertito che il conflitto «è ormai diventato spietato e che l’inverno in arrivo potrebbe essere il peggiore nei cinque anni di guerra civile nel paese». Mosca nega qualsiasi coinvolgimento nei fatti di Idlib. «La Federazione russa non ha niente a che fare con questa terribile tragedia, con questo attacco» ha precisato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, chiedendo una indagine immediata sull’accaduto. Diverso il giudizio della Casa Bianca, che invece ha parlato senza mezzi termini di responsabilità russe nelle violenze. La questione sarà senza dubbio sul tavolo del vertice, oggi a Mosca, tra i ministri degli Esteri di Russia, Siria e Iran. E questo mentre ad Aleppo si continua a combattere: nuovi bombardamenti sono stati segnalati anche questa mattina. A essere colpiti, soprattutto i quartieri orientali, ancora sotto il controllo dei ribelli. In questa parte della città sono almeno 300.000 i civili intrappolati dai combattimenti e che necessitano di un immediato aiuti umanitario. Ma non sarà soltanto la Siria sul tavolo del vertice di Mosca. La tensione è altissima anche in Iraq, dove i jihadisti del cosiddetto stato islamico (Is) hanno lanciato una campagna di attentati nella capitale Baghdad. Ieri le bombe hanno ucciso otto persone.

C’è poi l’assedio a Mosul, ultima roccaforte jihadista in Iraq. Le forze curdo-irachene hanno completato l’assalto alle basi dell’Is attorno alla città e hanno iniziato a martellare con le artiglierie da postazioni più avanzate. Ai jihadisti non resta ormai altro da fare che nascondersi nei tunnel.

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25 marzo 2019

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