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Scuole investite dalla guerra

· L’Onu chiede protezione ·

Nei Paesi colpiti dalla guerra andare a scuola può essere uno dei pericoli più grandi. Secondo il rapporto dell’Onu Education Under Attack, negli ultimi anni centinaia di migliaia di bambini in tutto il mondo hanno infatti visto le loro scuole sotto attacco, o utilizzate da forze armate o combattenti impegnati in lunghi conflitti.

Bambini yemeniti nella loro scuola trasformata in centro per sfollati (Epa)

Scuole sono state attaccate in settanta Paesi e un uso militare delle istituzioni scolastiche è stato documentato in venticinque conflitti armati. La Dichiarazione scuole sicure, che sarà discussa al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il prossimo 18 giugno, mira a impegnare gli Stati a proteggere l’istruzione dei bambini, anche durante i sempre più sanguinosi conflitti armati. Attualmente, trentotto Paesi hanno aderito alla Dichiarazione, resa pubblica a Oslo, in Norvegia, il 29 maggio scorso. I firmatari si impegnano ad approvare e utilizzare le nuove linee guida per proteggere scuole e università dall’uso militare durante conflitti armati, chiedendo alle parti coinvolte nei combattimenti di evitare l’utilizzo di edifici scolastici o di renderli obiettivi di attacco. La Dichiarazione è il risultato di un processo avviato nel 2012 dalla Coalizione globale per la protezione dagli attacchi all’istruzione. In molti Paesi, a partire dal 2005, le scuole sono state usate come basi, caserme, centri di detenzione, depositi di armi e altro da parte sia delle forze armate regolari che da gruppi di combattenti. Questa pratica mette a rischio gli studenti e gli insegnanti e trasforma le loro scuole in obiettivi di attacco, dove studenti e insegnanti vengono feriti o uccisi, gli istituti chiusi e gli studi interrotti anche per lunghi periodi.

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21 luglio 2019

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