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A scuola
per sfuggire al degrado

· ​In occasione del Giubileo un progetto caritativo nella periferia di Abidjan ·

«Il nostro progetto di scuola elementare può realizzare corsi di alfabetizzazione e di recupero, da tenere in un luogo attrezzato e sicuro nel quale gli alunni potranno crescere e sentirsi amati. 

Tutto ciò per contrastare il degrado diffuso, causato dal conflitto sociale in cui è precipitato il Paese da alcuni anni, che ha portato e tuttora porta a condizioni limite di vivibilità»: suor Rosaria Giacone, della congregazione della Sacra Famiglia di Spoleto, spiega così al Sir il progetto «Il piccolo baobab», dal nome della scuola materna ed elementare che sorgerà nel quartiere di Abobo Baoulé, alla periferia di Abidjan, capitale governativa della Costa d’Avorio, dove le religiose svolgono la loro missione. Presentata nei giorni scorsi dall’arcivescovo di Abidjan, cardinale Jean-Pierre Kutwa, l’iniziativa è una micro-realizzazione giubilare che si inserisce nella campagna «Il diritto di rimanere nella propria terra» che, per tutto l’Anno della misericordia, vede impegnate Missio, Caritas Italiana e Focsiv (Federazione organismi cristiani di servizio internazionale volontario).

Il progetto è nato dopo un attento studio della realtà locale, reso possibile dall’approfondita conoscenza del luogo che la missione ha conseguito nella sua permanenza in Costa d’Avorio. Nella periferia a nord della capitale, il quartiere di Abobo Baoulé è stato spesso teatro di violenze. In questo contesto così fragile, le suore della Sacra Famiglia si dedicano all’assistenza degli orfani, degli ammalati, dei disabili e degli emarginati. Obiettivo della campagna «Il diritto di rimanere nella propria terra» è promuovere e garantire a ciascuno il diritto di restare nel proprio Paese vivendo in modo dignitoso. Di fronte al dramma dei migranti che continuano a perdere la vita lungo le diverse rotte della disperazione, il Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana ha approvato nel dicembre scorso un vademecum con una serie di indicazioni pratiche per le diocesi italiane circa l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati in Italia e per la solidarietà con i Paesi di provenienza dei migranti, alle prese spesso con guerre, fame, disastri ambientali, persecuzioni politiche e religiose. Missio, Caritas e Focsiv hanno quindi proposto alle Chiese in Italia di sostenere, nel corso del Giubileo della misericordia, mille “microrealizzazioni giubilari”, proprio con l’intento di tutelare il diritto fondamentale di ciascuno a vivere nella propria terra. Tali microrealizzazioni vengono proposte periodicamente a gruppi e sono prioritariamente localizzate nei Paesi di origine dei migranti e finalizzate a rafforzare o a rilanciare il lavoro di promozione umana delle Chiese, delle organizzazioni non governative e dei missionari presenti sul posto.

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18 settembre 2019

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