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A scuola per capire la realtà

«La scuola ci insegna a capire la realtà. Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti e delle sue dimensioni. E questo è bellissimo!». Così Papa Francesco sottolinea il duplice valore dell’apprendimento e dell’insegnamento, che lega in un costruttivo rapporto discente e insegnante, nel discorso del 10 maggio 2014 al mondo della scuola italiana.

E tale discorso fa parte di una lista che ne annovera tanti altri, a testimonianza dell’attenzione che Francesco, fin dall’inizio del pontificato, ha mostrato per questo fondamentale tema. Il libretto Papa Francesco. La scuola. Interventi, discorsi, omelie (Bologna, Edizione Dehoniane, 2016, pagine 78, euro 7,50) si configura dunque come uno prezioso strumento per approfondire la riflessione e le indicazioni che il Pontefice ha finora formulato riguardo a una realtà che costituisce un passaggio obbligato per una società chiamata a investire sui giovani per promuovere un futuro in cui umanità e cultura rappresentino un nucleo indissolubile. «La sfida educativa — scrive nella presentazione Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Conferenza episcopale italiana — attraversa l’intero magistero di Papa Bergoglio e contribuisce a renderlo particolarmente vicino alle persone, anche perchè non si sottrae alla virtù decisiva che si richiede all’educatore: quella della credibilità». Del resto lo stesso Francesco non nasconde la sua predilezione per l’educazione scolastica. Sempre nel discorso al mondo della scuola italiana, in piazza San Pietro, il Papa — ricordando la sua prima maestra, conosciuta all’età di sei anni e alla quale è rimasto vicino per tutta la vita — ha detto: «Lei mi ha fatto amare la scuola». Diaco ricorda poi che emblematico della passione del Pontefice per l’educazione intesa come vera e propria missione è il progetto delle Scholas occurrentes, una rete di scuole sparse in tutto il mondo avviata da Bergoglio quando era arcivescovo di Buenos Aires e diventata oggi una fondazione di diritto pontificio. L’obiettivo delle 430.000 realtà che ne fanno parte è quello di tradurre in esperienza educativa la «cultura dell’incontro», facendo leva sull’interazione fra arte, sport e tecnologia. (gabriele nicolò

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