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​Scontro sulla Brexit
al parlamento di Londra

· In attesa del voto su una mozione di sfiducia al premier May ·

Duro scontro fra il premier britannico Theresa May e il leader dell’opposizione Jeremy Corbyn sul rinvio della ratifica dell’accordo sulla Brexit. Nel questione time di stamani alla camera dei comuni il capo del governo ha detto di aver fatto «alcuni progressi» nei colloquio avuti ieri a Bruxelles, ma che serviranno ulteriori incontri. May si è inoltre rifiutata di impegnarsi per un nuovo voto parlamentare prima della pausa delle festività natalizie. «Questo è inaccettabile», ha ribattuto Corbyn, considerando l’atteggiamento del premier un «oltraggio al parlamento» che porterebbe il paese «nel caos». «È chiaro che nulla è cambiato» nei colloqui avuti dal premier ieri, ha insistito il leader laburista, chiedendo a May di evitare altri rinvii e a far votare la camera sull’accordo.

C’è attesa inoltre per il voto di sfiducia a May previsto per questa sera, richiesto da suoi colleghi di partito, scontenti per l’accordo con l’Ue. Per affrontare la questione il premier ha cancellato la sua missione a Dublino prevista per oggi, nella quale avrebbe dovuto discutere con il primo ministro irlandese Leo Varadkar proprio della Brexit. «Un cambio di leadership nel partito conservatore adesso» avrebbe conseguenze sull’accordo, che «un nuovo leader non avrebbe tempo di rinegoziare», e «metterebbe a rischio il futuro del nostro paese causando un’incertezza che non siamo in grado di sostenere», ha detto May nell’annunciare la sua determinazione di affrontare la sfida scattata formalmente sulla base della richiesta di 48 deputati Tory, il 15 per cento del gruppo.

Il premier ha avvertito che se lei fosse stasera sfiduciata i tempi necessari per dar vita a una nuova leadership del partito e del governo imporrebbero di «rinviare o revocare» l’articolo 50 di notifica della Brexit. Questo, ha fatto notare durante il question time, farebbe slittare l’uscita del Regno dall’Ue fissata per il 29 marzo.

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