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Scontro sul numero dei morti in Nicaragua

· Il governo parla di 197 vittime ma secondo le ong i decessi sono oltre 400 ·

È scattata la guerra delle cifre tra il governo del Nicaragua e le ong di difesa dei diritti umani. Da una parte, l’esecutivo ha fissato a 197 il numero di persone morte dal 19 aprile fino al 25 luglio nel contesto delle proteste contro il presidente Daniel Ortega, accusando le organizzazioni umanitarie di manipolazione dei dati.

Un oppositore tra le croci di legno che ricordano le vittime a Managua (Reuters)

«Le organizzazioni dei diritti umani, nazionali e internazionali, continuano a manipolare, a fini politici, i dati riguardanti le persone morte per diversi motivi, facendo credere che sia responsabilità del governo» ha detto il ministro degli esteri nicaraguense Denis Moncada. I dati del governo sono stati forniti dalla polizia nazionale, che parla di «vittime del terrorismo golpista». Invece la Commissione interamericana dei diritti umani (Cidh) ritiene che siano 317 le persone in Nicaragua tra il 18 aprile e il 30 luglio, di cui 23 bambini. Un’altra organizzazione, il Centro nicaraguense dei diritti umani (Cenidh) afferma che i morti sono 305. Dal canto suo, l’Associazione nicaraguense per i diritti umani (Anpdh) ha contabilizzato 448 decessi.

È ancora molto alta la tensione tra il governo e le ong, e non si manifesta solo attraverso la guerra dei dati. Domenica, l’Anpdh ha annunciato la chiusura dei suoi uffici a Managua in seguito alle minacce ricevute da gruppi paramilitari. L’organizzazione guidata da Álvaro Leiva, ha reso noto che i suoi uffici nella capitale nicaraguense sono permanentemente «assediati da gruppi armati non autorizzati» e di aver ricevuto «telefonate minacciose».

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