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Scontro sul caso Diciotti

· L’Europa replica al governo italiano che minaccia di tagliare i fondi senza un impegno per la ridistribuzione dei migranti ·

«Le minacce in Europa non portano da nessuna parte. Il modo in cui l’Europa funziona è la cooperazione e non le minacce. Funziona sulla base della cooperazione e della buona volontà, non delle minacce». Si è espresso in questi termini, oggi, Alexander Winterstein, portavoce della Commissione europea, parlando in linea generale, e spiegando che la Commissione sta «lavorando duro per trovare una soluzione alla questione dei migranti». Gli sherpa di dodici paesi dell’Unione sono infatti riuniti a Bruxelles per raggiungere una posizione comune sulla questione sbarchi. Un summit segnato soprattutto dalla vicenda della nave Diciotti, ferma da giorni nel porto di Catania, dalla quale sono stati fatti sbarcare soltanto 27 minori. 

Migranti sulla nave Diciotti ferma nel porto di Catania (Afp)

Le parole del portavoce sono giunte dopo alcune ore di grande tensione tra Bruxelles e Roma proprio sul caso della Diciotti. Il vicepresidente del consiglio e ministro del lavoro italiano, Luigi di Maio, ha infatti criticato apertamente il comportamento dell’Unione, denunciando la mancanza di solidarietà nella ridistribuzione dei migranti. «L’Europa — ha detto di Maio — nasce intorno a principi come la solidarietà, se non è in grado di ridistribuire 170 persone allora ha un serio problema con i suoi principi fondativi». Di Maio ha poi ribadito il possibile taglio dei venti miliardi di contributi l’anno a Bruxelles nel caso di un mancato intervento europeo. Il governo italiano — ha spiegato di Maio — «non sta dicendo che non vuole fare la sua parte, ma non vogliamo essere presi in giro».
La replica di Bruxelles non si è fatta attendere. «Gli stati membri hanno sempre pagato il loro contributo al bilancio dell’Ue. C’è un chiaro obbligo legale che gli Ssati membri hanno sempre rispettato» ha dichiarato Winterstein. Inoltre, Tove Ernst, portavoce della Commissione europea per l’immigrazione, ha detto oggi che «la riunione degli sherpa non è stata organizzata per risolvere il caso Diciotti e non ci aspettiamo decisioni». Posizione dalla quale si è in parte smarcata la Germania. Ulrike Demmer, portavoce del cancelliere tedesco Angela Merkel, ha detto che «i paesi colpiti e particolarmente colpiti dal fenomeno migratorio, e l’Italia è fra questi, non possono essere lasciati soli. Tutti gli stati devono collaborare». Intanto, i centocinquanta migranti ancora sulla nave Diciotti hanno passato ieri la loro quarta notte nel porto. Dalla Diciotti sono scesi così 27 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni, tutti eritrei a eccezione di una ragazzina proveniente dalla Somalia. 

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15 ottobre 2019

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