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Scontro politico sul caso Oxfam

· May vuole chiarezza ma Sturgeon teme che lo scandalo possa condurre a un taglio generalizzato degli aiuti internazionali ·

Theresa May sceglie l’attacco frontale contro Oxfam. Il premier britannico ha definito «orribile» il comportamento degli operatori coinvolti nello scandalo sessuale ad Haiti, su cui ieri sono emersi nuovi dettagli inquietanti.

Logo dell’Oxfam in un campo per sfollati a causa del terremoto sull’isola di Haiti (Reuters)

In un durissimo intervento il leader Tory ha detto che quanto emerso è «ben al di sotto degli standard richiesti alle associazioni di volontariato con cui collabora il governo britannico». May ha chiesto anche che vengano rivelate le procedure di salvaguardia delle varie organizzazioni. Inoltre, resta dell’idea che Oxfam abbia «molta strada da percorrere per riconquistare la fiducia perduta». Tutto questo non è di buon auspicio per il futuro dell’ong, che già si è vista sospendere i fondi in arrivo dal governo di Londra e deve ora passare attraverso una serie di inchieste pubbliche con effetti potenzialmente dirompenti.

Nello scontro intanto si sono inseriti anche altri leader politici, come Nicola Sturgeon. Il primo ministro scozzese teme infatti che lo scandalo sessuale possa diventare «una copertura per tagliare i fondi britannici agli aiuti internazionali». Sturgeon, da tempo in rotta con Londra su vari fronti a partire dalla Brexit, ha precisato ieri che «ci deve essere la tolleranza zero nei confronti di abusi e molestie» ma allo stesso tempo teme che «possano prevalere le voci polemiche degli esponenti Tory di Westminster pronti a tagliare i soldi pubblici per i paesi più poveri».

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