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Scontro nel Mercosur

· I Paesi fondatori rifiutano la presidenza di turno di Caracas ·

I quattro Paesi fondatori del Mercosur — partenariato commerciale che coinvolge dal 1991 Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay — hanno deciso di assumere congiuntamente la presidenza semestrale dell’organizzazione, invece di accordarla, come previsto, al Venezuela. La notizia è stata annunciata, tramite un comunicato, dal ministero degli Esteri brasiliano. Caracas è alle prese con una grave crisi politica ed economica: la lotta per il cibo è oramai quotidiana, mentre il prezzo del petrolio è crollato togliendo al Paese la sua principale fonte di sussistenza.

Cittadini venezuelani in fila  per acquistare cibo a Caracas (Afp)

Nella dichiarazione, firmata dai ministri degli Esteri dei quattro Paesi, si stabilisce che la presidenza del mercato comune sudamericano non passerà al Venezuela, ma sarà garantita «in coordinamento» con Buenos Aires, Brasilia, Montevideo e Asunción. Si esorta poi Caracas ad adempiere ai propri obblighi assunti nel protocollo di adesione all’organizzazione entro il primo di dicembre, pena la sospensione dal gruppo. Pertanto, informa ancora il comunicato, nei prossimi sei mesi i quattro Paesi fondatori potranno definire linee di azione necessarie in materia economica e commerciale e riguardanti altri temi essenziali per il funzionamento del Mercosur, come i negoziati commerciali con Paesi terzi o gruppi di Paesi.
Il Venezuela ha avuto un periodo di quattro anni per adeguare la propria legislazione nazionale alle esigenze dell’organizzazione e completare la sua adesione. Tuttavia, il Governo di Nicolás Maduro non è riuscito finora a concludere gli impegni assunti nel protocollo di adesione, firmato a Caracas nel 2006, soprattutto per quanto riguarda l’incorporazione nell’ordinamento giuridico venezuelano di norme e accordi vigenti nel blocco.
Il termine ultimo per l’adempimento degli obblighi era previsto per lo scorso 12 agosto. Un recente rapporto paraguaiano ha rivelato che il Venezuela «non ha fatto progressi nell’adozione di queste norme, né ha firmato il trattato sulla promozione e protezione dei diritti umani, varato nel 2005 ad Asunción». Caracas, ammessa nel Mercosur nel 2012, «ha ratificato finora solo un numero limitato delle norme giuridiche dell’organizzazione legate al commercio».

Il Venezuela avrebbe dovuto assumere la presidenza del Mercosur a luglio, sostituendo l’Uruguay secondo una regola di successione che prevede si proceda in ordine alfabetico. Ma non è solo la crisi economica a gravare sul Paese. C’è anche il durissimo scontro politico e sociale tra il Governo e l’opposizione che controlla il Parlamento. A rilanciare l’allarme sulla situazione nel Paese sudamericano è stato di recente anche il presidente dell’Europarlamento, Martin Schulz, che senza mezzi termini ha parlato di «democrazia in pericolo».

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