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Scontro aperto
sulla Siria

· Tra Mosca e Washington ·

È scontro aperto tra Stati Uniti e Russia sulla Siria. Al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è andato in scena ieri l’ultimo atto di un confronto sempre più teso. «Quello che la Russia sta sponsorizzando in Siria non è lotta al terrorismo, ma barbarie» ha detto l’ambasciatrice statunitense all’Onu, Samantha Power. Mosca — ha aggiunto il rappresentante britannico Matthew Rycroft — «collabora col regime siriano per commettere crimini di guerra».

Riunione sulla Siria al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Reuters)

Secca la replica del Cremlino: «Il caos in Medio oriente — ha spiegato l’ambasciatore russo Vitaly Churkin — lo avete provocato voi, distruggendo l’equilibrio del passato. Ora usate i terroristi di Al Nusra per abbattere il governo siriano». Churkin ha smentito qualsiasi coinvolgimento dell’esercito russo nei bombardamenti che di recente hanno distrutto un convoglio umanitario nell’area di Aleppo. Per l’inviato di Damasco, Bashar Jaafari la vera guerra al terrorismo non è ancora cominciata. «L’avvento della vittoria siriana — ha detto — è imminente, e porterà all’applicazione di tutte le risoluzioni del palazzo di vetro».

Gli analisti hanno parlato dello «scontro pubblico più duro all’Onu» fra Washington e Mosca dalla fine della guerra fredda. La riunione d’urgenza del Consiglio era stata richiesta dagli statunitensi per denunciare l’offensiva dell’esercito siriano che ha fatto saltare la tregua negoziata il 9 settembre scorso dal segretario di Stato Kerry e dal ministro degli Esteri Lavrov. «Sono stati lanciati — ha denunciato Power — 150 raid in 72 ore. Mentre parlavate di pace, armavate le bombe». La richiesta della Casa Bianca è che il Consiglio emetta al più presto una dura condanna contro l’atteggiamento del Cremlino nella crisi siriana. Condanna impossibile, tuttavia, perché Mosca ha il potere di veto, come peraltro gli Stati Uniti. Intanto, la situazione sul terreno peggiora di ora in ora. Tanto che l’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura, ha parlato di «giorni agghiaccianti, tra i peggiori da quando è iniziato il conflitto» e di «nuove vette di orrore».

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24 maggio 2019

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