Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Scontro all’Onu

· ​Al consiglio di sicurezza Londra e Washington accusano Mosca dell’avvelenamento dell’agente Skripal ·

Il Cremlino respinge ogni addebito e prepara contromisure

 Duro scontro al Consiglio di sicurezza dell’Onu sul caso di Sergej Skripal, l’ex agente segreto russo avvelenato a Salisbury insieme alla figlia Yulia.

Dopo aver annunciato l’espulsione di 23 diplomatici russi, Londra ha duramente attaccato il Cremlino: in una lettera inviata al segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, il premier britannico, Theresa May, che oggi sarà in visita a Salisbury, ha denunciato «un’azione coerente con il modello di aggressione da parte dello stato russo». Il governo britannico «ritiene altamente probabile che Mosca sia responsabile dell’attentato a Skripal» (avvenuto il 4 marzo scorso), ha precisato il premier May, sottolineando che «nessun paese eccetto la Russia ha contemporaneamente le capacità per un attacco chimico e il movente per colpire l’ex spia».

Netta la risposta di Mosca. «È totalmente inaccettabile lanciare accuse ingiustificate come quelle contenute nella lettera di May al segretario generale» ha detto l’ambasciatore di Mosca all’Onu, Vassily Nebenzia, nella riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza sul caso Skripal. «Ci è stato dato l’ultimatum di ammettere che abbiamo commesso un crimine. Noi non parliamo il linguaggio dell’ultimatum, e non lasciamo che ci si parli con questo linguaggio» ha aggiunto, chiedendo «prove materiali» di quanto afferma Londra. «La Russia non ha nulla a che vedere con questo incidente. Non abbiamo nulla da temere e nulla da nascondere».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

16 luglio 2019

NOTIZIE CORRELATE