Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Oltre ottanta morti in Nigeria
nella guerra tra coltivatori e pastori

Almeno 86 persone hanno perso la vita ieri nel corso di un attacco di pastori nomadi contro coltivatori nella Nigeria centrale, una regione in preda a una serie di violenze tra etnie rivali. Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha lanciato un appello alla calma e il governatore dello stato di Plateau, dove si è svolto lo scontro, ha annunciato una serie di operazioni per arrestare gli autori del massacro.

Militari nigeriani in azione nello stato di Plateau

Secondo il commissario di polizia Undie Adie, dopo un controllo nei villaggi della zona di Barkin Ladi, nello stato di Plateau, si è potuto accertare che «almeno 86 persone erano state uccise, sei ferite e una cinquantina di case bruciate». Il coprifuoco è stato attivato in molte zone dello stato, per «evitare che sia infranta la legge» ha dichiarato un portavoce del governo locale, Rufus Bature.

Anche il governatore dello stato, Simon Lalong, conferma che «sono in preparazione operazioni per garantire la sicurezza degli abitanti e arrestare gli autori di questi crimini» con la promessa che «sarebbe stato fatto tutto il possibile per mettere subito in condizioni di sicurezza lo stato di Plateau». Da decenni l’area è teatro di tensioni e sanguinosi scontri tra i pastori e i coltivatori, per motivi di natura interetnica e interreligiosa. Gli esperti ritengono che questo potrebbe diventare il problema più grave per la Nigeria, addirittura più degli attacchi del gruppo jihadista Boko Haram, molto attivo, che ha rivendicato numerosi assalti. Boko Haram ha causato 20.000 morti e 2,3 milioni di sfollati nel nordest del paese. Il presidente del senato nigeriano, Bukola Sakari, ha espresso ieri la sua preoccupazione perché i recenti scontri hanno creato un clima di insicurezza nel paese. Sakari ha detto che è «importante che i nigeriani abbiamo subito l’assicurazione che il governo reagisca con determinazione alle attuali minacce contro la vita e i beni».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE