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​Scontri interetnici
in Etiopia

· Oltre venti morti nel sud del paese ·

Ventidue persone sono rimaste uccise e altre 61 ferite nei violenti scontri interetnici scoppiati fra gli esponenti della comunità Oromo, il gruppo maggioritario in Etiopia, e quelli della comunità Somali, nel sud del paese. Gli incidenti sono scoppiati giovedì e sono proseguiti venerdì e sabato.

Civili etiopi in fuga  dalle violenze

Da tempo nella regione ci sono tensioni per il controllo di terreni per il pascolo e di altre risorse, nonché di cariche politiche. A causa dei combattimenti centinaia di persone sono fuggite oltre il confine con il Kenya. Il mese scorso oltre 20 civili erano stati uccisi nel distretto di Tulliguled, nella regione etiope dei Somali. L’Etiopia si trova ad affrontare anche una grave crisi politica e istituzionale. Le forze di sicurezza hanno di recente arrestato 63 fra militari, funzionari dell’intelligence e uomini d’affari accusati di corruzione e abusi dei diritti umani nel trattamento dei prigionieri politici. Gli arresti giungono al termine di un’indagine avviata su richiesta del primo ministro Abiy Ahmed. Gli abusi riguardano il trattamento dei prigionieri politici, con accuse di detenzione illegale, pestaggi, stupri, torture con l’elettricità e omicidio. L’inchiesta di corruzione riguarda invece la gestione della Metal and engineering corporation, un ente multimiliardario controllato dai militari che produce equipaggiamento per le forze armate e beni civili, tra cui l’enorme Diga del rinascimento in costruzione sul Nilo Blu.

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19 marzo 2019

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