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​Scontri ai cortei di Parigi e di Istanbul

· Primo maggio segnato dalle proteste ·

Manifestanti attaccano un McDonald’s nel centro di Parigi (Ap)

Quello di ieri è stato un primo maggio segnato da proteste e scontri nelle capitali di Francia e Turchia. A Parigi 1200 black bloc incappucciati si sono posti con la violenza alla testa del corteo sindacale che era partito da piazza della Bastiglia mentre sfilava all’altezza del Ponte d’Austerlitz. Subito dopo hanno distrutto vetrine di diverse attività commerciali e hanno lanciato ordigni incendiari e fumogeni. Per respingerli le forze dell’ordine hanno fatto ricorso a gas lacrimogeni e a cannoni ad acqua. Nel giro di poche ore 109 persone sono state poste in stato di fermo per le violenze perpetrate dai black bloc, ha annunciato questa mattina il prefetto Michel Delpuech. In totale, ieri, sono stati controllati 283 sospetti. Il bilancio della guerriglia urbana inscenata nel cuore della capitale riferisce di quattro feriti lievi, tra i quali un gendarme, 31 negozi danneggiati, sei veicoli incendiati e dieci altri vandalizzati. Il presidente francese Emmanuel Macron, in Australia per una visita ufficiale di tre giorni, ha condannato le violenze e ha promesso fermezza. Nel corso di una conferenza stampa a Sydney, Macron ha detto che «il primo maggio è una celebrazione internazionale. È il giorno in cui si celebrano i lavoratori, non i rivoltosi. Non ci dobbiamo preoccupare troppo. Resteremo saldi. Vi è un governo, vi è uno stato, vi sono leader, e continuerà a essere così».

Tensione si è registrata anche a Istanbul, dove le autorità turche hanno dispiegato 25.000 agenti e chiuso quattro stazioni della metropolitana e le due linee di funicolare che portano nel cuore della città. Violando il divieto di marciare verso piazza Taksim, luogo simbolo del primo maggio, e nonostante i blocchi della polizia, piccoli gruppi di rappresentanti sindacali sono riusciti a deporre ghirlande e fiori nel punto dove durante le manifestazioni del 1977 furono uccise 34 persone. I manifestanti arrestati sono stati almeno 45. Anche a Teheran migliaia di iraniani hanno sfidato il divieto di protesta imposto in occasione della giornata internazionale dei lavoratori.

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23 agosto 2019

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