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Per sconfiggere la fame nel Sahel

· Annunciati forti contributi statunitensi al piano delineato dalle Nazioni Unite per la regione africana ·

Si incominciano a delineare gli interventi nell’ambito del piano strategico annunciato la settimana scorsa dall’Onu per portare assistenza vitale alle famiglie vulnerabili del Sahel. In particolare, in una riunione tenutasi lunedì a Roma nella sede della Fao, il Governo degli Stati Uniti ha comunicato importanti stanziamenti. Nancy Lindborg, vice amministratrice dell’agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (Usaid), ha presentato l’iniziativa che prevede l’erogazione di 130 milioni di dollari già nel primo biennio di un progetto quinquennale per la regione africana, dove circa venti milioni di persone — una su otto — vivono nell’insicurezza alimentare. L’impegno di Washington, cioè, intende andare anche oltre i tre anni previsti dal piano dell’Onu per una regione segnata da «povertà cronica, insicurezza alimentare, siccità e violento estremismo», come si legge in un comunicato dell’ambasciata statunitense presso le agenzie dell’Onu con sede a Roma.

L’obiettivo dell’Onu, che ha coinvolto 117 tra Governi, entità sovranazionali, tra le quali l’Unione europea, e organizzazioni non governative, è interrompere le crisi cicliche che da decenni si susseguono in tutti i nove Paesi dell’area: Burkina Faso, Camerun, Ciad, Gambia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria e Senegal. Agli interventi d’emergenza — anche in questo 2014 gli abitanti del Sahel avranno bisogno di una consistente assistenza umanitaria — si vogliono cioè affiancare progetti strutturali di sviluppo.

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26 agosto 2019

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