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Scommessa sulla pace

· All’inizio dell’Avvento prima della preghiera dell’Angelus il vescovo di Roma indica l’orizzonte della speranza ·

E in visita alla parrocchia di San Cirillo Alessandrino ricorda che la vita è un cammino verso Gesù

«La nostra vita è un cammino: dobbiamo andare per questo cammino, per arrivare al monte del Signore, all’incontro con Gesù». E  l’Avvento è il momento giusto per cominciare a incamminarsi verso questa meta. Papa Francesco ha scelto di iniziare questo itinerario tra la comunità della parrocchia di San Cirillo Alessandrino a Tor Sapienza, nel settore est della diocesi di Roma, dove ha trascorso il pomeriggio di domenica 1° dicembre. Una visita molto intensa, durante la quale il Pontefice  ha confessato, la celebrato la messa, ha conferito il sacramento della cresima a nove giovani e si è intrattenuto a colloquio con le diverse realtà della comunità. Entrando anche nelle problematiche più attuali e più stringenti degli abitanti, sino a parlare della crisi abitativa che sta penalizzando la gente del quartiere.

Anche in mattinata, rivolgendosi ai numerosi fedeli che gremivano piazza San Pietro per il consueto appuntamento domenicale dell’Angelus, il Pontefice aveva parlato di questioni che scuotono la comunità umana.  La pace innanzitutto. Riproponendo infatti la profezia di Isaia, aveva detto: «Che bel giorno sarà, quello nel quale le armi saranno smontate, per essere trasformate in strumenti di lavoro!». E dopo la preghiera mariana, ricordando la celebrazione della giornata dei malati di aids,  aveva rivolto un pressante appello affinché «ogni malato, nessuno escluso, possa accedere alle cure di cui ha bisogno».

Alla vigilia, nella serata di sabato 30 novembre, le raccomandazioni di Papa Francesco sono state indirizzate ai giovani. Occasione è stata la celebrazione dei primi vespri della prima domenica d’Avvento con gli universitari romani. Non si può vivere, ha detto ai giovani, senza guardare alla sfide. Sfide alle quali bisogna rispondere se non si accetta di «vivacchiare» guardando «la vita dal balcone». Bisogna lottare: dunque ci si deve immischiare laddove ci sono le sfide da affrontare, per lottare in difesa della dignità umana e contro la povertà.

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19 settembre 2019

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