Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Sciopero generale in Venezuela

· Contro la costituente di Maduro ·

Cresce la tensione in Venezuela. Per protestare contro il progetto di riscrivere la Costituzione portato avanti dal presidente Nicolás Maduro, le forze dell’opposizione hanno indetto per oggi uno sciopero generale. La coalizione di partiti antichavisti (Mud, Mesa de la Unidad Democrática) ha anche programmato una fitta serie di manifestazioni in tutto il paese, raccogliendo anche il sostegno delle maggiori aziende e di una parte dei sindacati.

Manifestante durante le proteste nella capitale venezuelana Caracas (Afp)

«Uno sciopero generale in un paese petrolifero in cui il governo controlla la produzione equivale a un braccio di ferro finanziario che contrappone il mondo dell’imprenditoria e una popolazione affamata e povera a un governo indebolito, ma che comunque controlla le poche risorse disponibili» ha commentato Luis Vicente León, economista, citato dalla France Presse. Marcela Maspero, coordinatrice dell’Unione dei lavoratori venezuelani (Unete), una delle maggiori sigle sindacali del paese, ha spiegato che la maggior parte dei lavoratori «sono sottoposti a pressioni» ma parteciperanno allo sciopero. Froilan Barrios, dirigente sindacale, ha detto che «questi sono giorni determinanti per sapere se il governo ha la consapevolezza che l’unico modo per uscire da questa crisi in maniera pacifica è abbandonare il progetto della costituente».
Lo sciopero generale è stato indetto a pochi giorni di distanza dal referendum simbolico dell’opposizione che ha bocciato (con una maggioranza di oltre il 98 per cento e una affluenza di sette milioni di persone) il progetto di Maduro. Il voto ha suscitato anche la reazione di Washington. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è intervenuto per criticare Maduro e annunciare sanzioni. Il governo, da parte sua, ha detto che non ci sarà nessun passo indietro.

Nel frattempo, ieri il governo di Maduro ha fatto sapere che applicherà sanzioni a tutte le società che parteciperanno allo sciopero generale. «Una sospensione delle attività che non sia in regola con la legge comporta sanzioni» ha detto il ministro del Lavoro, Néstor Ovalles, in un’intervista televisiva, aggiungendo che «se dobbiamo applicare queste sanzioni allora lo faremo, con rigore ed energia». Ovalles ha definito «irresponsabile» convocare scioperi di protesta politica «che non sono contemplati dal diritto del lavoro», sottolineando che domani «gruppi mobili di ispettori» controlleranno la situazione in varie regioni del paese, per assicurarsi che «si tratti di un’altra giornata di assoluta normalità».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

15 dicembre 2019

NOTIZIE CORRELATE