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Sciopero generale
in Nicaragua

· L’opposizione chiede la ripresa del dialogo ·

Barricata di dimostranti nella periferia di Managua (Epa)

L’Alleanza civica per la giustizia e la democrazia del Nicaragua, che riunisce i settori della società civile che si oppongono al governo guidato dal presidente Daniel Ortega, ha proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore per oggi. L’obiettivo è ottenere che venga fermata la repressione della protesta di piazza, che ha già causato la morte di almeno 147 persone in meno di due mesi. Gli oppositori chiedono il ripristino del «dialogo nazionale» con il governo sandinista avviato con la mediazione della Conferenza episcopale (Cen) che ne è garante e testimone. In un comunicato comune, i rappresentanti di imprenditori, studenti, campesinos, accademici e altre associazioni, hanno chiesto a Ortega una «risposta immediata» alla proposta di piattaforma di democratizzazione presentata la settimana scorsa. L’adesione al progetto di riforma dello stato favorirebbe la ripresa delle trattative tra le parti, sospese lo scorso 31 maggio a seguito della repressione della Marcia delle Madri delle vittime della protesta, che ha provocato in un giorno almeno 19 morti. «Sarà uno sciopero civile e pacifico che interesserà l’intero paese e tutte le attività economiche, a eccezione dei servizi vitali e di base», ha dichiarato l’Alleanza civica. Il testo, letto nel corso di una conferenza stampa di José Adan Aguerri, presidente del Consiglio superiore del Consiglio dell’impresa privata in Nicaragua (Cosep), precisa che l’agitazione inizia giovedì a mezzanotte e termina 24 ore dopo. Venerdì scorso, dopo aver ricevuto una delegazione di vescovi, Ortega ha chiesto «un paio di giorni» per riflettere sulla proposta di democratizzazione che viene dal paese, ma finora non ha fornito risposte.

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22 ottobre 2018

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