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Sciagura aerea in Indonesia

· In un telegramma il dolore del Papa ·

Alcuni resti dell’aereo al porto di Tanjung Priok (Epa)

Sono tutte morte le 189 persone che si trovavano a bordo del Boeing 737 della compagnia aerea indonesiana Lion Air, precipitato stamane in mare poco dopo il decollo dall’aeroporto di Jakarta. Lo ha reso noto il responsabile delle squadre di soccorso, precisando che sul velivolo erano imbarcati 182 passeggeri e sette membri dell’equipaggio. Prima di schiantarsi, il pilota aveva chiesto alla torre di controllo di potere fare ritorno all’aeroporto di Jakarta a causa di un guasto tecnico non precisato. L’aereo era diretto a Pangkal Pinan, la principale città sull’isola di Bangka.

«Dopo aver appreso con dolore del recente incidente aereo a Jakarta — si legge in un telegramma indirizzato dal segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, al nunzio apostolico in Indonesia, arcivescovo Piero Pioppo — Papa Francesco presenta le sue condoglianze a tutti quelli che sono stati colpiti da questa tragedia». Il Pontefice prega «per tutti i morti e quelli che sono in lutto per la loro perdita», prosegue il telegramma. «Per la nazione e per tutti quanti sono coinvolti nelle operazioni di salvataggio e di ricupero», il Papa «invoca la forza e la pace di Dio onnipotente». Le autorità hanno reso noto che le acque in cui è caduto l’aereo — a ovest dell’isola di Java — sono profonde 30-35 metri e che i sommozzatori stanno cercando il relitto.

Si tratta del peggior disastro aereo in Indonesia dal dicembre del 2014, quando un Boeing della AirAsia in volo da Surabaya a Singapore cadde in mare, con nessun superstite dei 162 a bordo.

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20 maggio 2019

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