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Schulz rinuncia agli esteri

· Forte tensione tra socialdemocratici in Germania ·

Il leader socialdemocratico tedesco Martin Schulz non sarà il ministro degli esteri nel prossimo governo di grande coalizione guidato da Angela Merkel. Schulz ha ufficializzato ieri la sua rinuncia in una dichiarazione scritta, sottolineando che va chiuso il dibattito sulle nomine per non mettere a rischio il voto della base del partito sulla “Groko”. «Ho sempre sottolineato — aggiunge — che saremmo entrati in una coalizione se ci fossero state nell’accordo le nostre rivendicazioni di socialdemocratici per un miglioramento nell’istruzione, nell’assistenza, nella previdenza, nel lavoro e nel fisco».

Martin Schulz (Ansa)

Il leader dei socialdemocratici si è detto «orgoglioso di poter dire che questo è accaduto». «E quindi per me — ha concluso — è ancor più importante che i membri del partito della base si pronuncino a favore di questa intesa, dal momento che loro di questi contenuti sono convinti esattamente quanto me». Martin Schulz era stato aspramente criticato all’interno del suo partito per aver accettato la carica di ministro degli esteri nell’ambito dell’accordo di coalizione annunciato mercoledì scorso con il partito del cancelliere, quando nel passato aveva promesso che non sarebbe mai diventato ministro in un governo guidato da Angela Merkel. L’accordo di coalizione deve ancora ricevere il via libera dei militanti socialdemocratici attraverso un voto previsto il prossimo 4 marzo. Considerando che un risultato positivo non è per nulla garantito, Schulz, secondo alcuni osservatori, ha preferito ritirarsi per evitare di galvanizzare gli eventuali oppositori. Il leader della Spd, che aveva già ottenuto con il suo partito un risultato estremamente basso nelle elezioni di settembre, è stato seccamente attaccato dal suo predecessore alla guida del partito, il ministro degli esteri uscente Sigmar Gabriel. «Quello che resta è soltanto il rimpianto di vedere il poco rispetto che noi del Partito socialdemocratico dimostriamo gli uni verso gli altri, e la costatazione che la parola data conta ben poco» ha dichiarato Gabriel alla stampa.

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