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Schiavitù e cambiamenti climatici

· ​Convegno organizzato dalle Pontificie Accademie delle scienze e delle scienze sociali ·

Per la prima volta in Vaticano più di settanta sindaci delle grandi città del mondo, insieme con i governatori locali e i rappresentanti delle Nazioni Unite, condivideranno esperienze e proposte per contrastare i cambiamenti climatici e la schiavitù moderna. Sono stati invitati dalle Pontificie Accademie delle scienze e delle scienze sociali e i lavori si svolgeranno martedì 21 luglio nell’Aula nuova del Sinodo, sul tema «Modern slavery and climate change: the commitment of the cities». Il giorno successivo, mercoledì 22 luglio, nella Casina Pio IV, si terrà il secondo appuntamento, organizzato in collaborazione con le Nazioni Unite sul tema: «Prosperity, people, and planet: achieving sustainable development in our cities».

Il programma è stato presentato dal vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere delle due Pontificie Accademie, durante la conferenza di mercoledì mattina, 15 luglio, nella Sala stampa della Santa Sede.

Il presule ha spiegato perché sono stati invitati i sindaci a discutere su questi argomenti, ricordando il convegno internazionale, promosso dalla Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles dell’aprile 2014 sul tema: «Combattere il traffico umano: Chiesa e rispetto della legge in collaborazione». Vi parteciparono alcuni vescovi insieme con i capi della polizia provenienti da 22 Paesi e i responsabili dell’Europol e dell’Interpol. In quell’occasione, i capi della polizia sottolinearono «l’importanza dell’appoggio dei vescovi a favore di una maggiore presa di coscienza del nostro impegno morale in relazione ai più poveri dei poveri», ma si avvertì anche l’esigenza di coinvolgere i governanti e in modo particolare i primi cittadini delle città, perché superiori diretti delle forze di pubblica sicurezza.

Il vescovo cancelliere ha poi evidenziato come il Papa nell’enciclica Laudato si’ faccia riferimento alla presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico. Anche la Pontificia Accademia delle scienze in diversi studi ha messo in luce come tale riscaldamento sia accompagnato dal costante innalzamento del livello del mare. Inoltre, ha aggiunto il presule, questo fenomeno è «difficile non metterlo in relazione con gli eventi meteorologici estremi come siccità prolungate, ondate di calore e tempeste distruttive, che diventano sempre più frequenti». L’umanità, ha proseguito, è chiamata «a prendere atto della necessità dei cambiamenti degli stili di vita, di produzione e consumo, per combattere questo riscaldamento o almeno le cause umane che lo producono o lo accentuano». 

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