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​Schiaffo della Corte europea
ai colossi del web

· ​Illegale trasferire i dati personali negli Stati Uniti ·

L’ingresso dell’edificio che ospita la Corte (Epa)

I cittadini europei potranno chiedere di vietare a Facebook o ad altri colossi del web di conservare negli Stati Uniti i dati dei propri iscritti. È quanto ha stabilito ieri la Corte di giustizia dell’Unione europea, rovesciando una decisione del luglio 2000 della Commissione europea. In quell’occasione, la Commissione aveva ritenuto che gli Stati Uniti garantissero un livello di protezione adeguato dei dati personali, permettendo così il trasferimento di informazioni riguardanti cittadini europei. Il massimo organo giudiziario comunitario ha accolto la richiesta al centro di una lunga battaglia giudiziaria contro Facebook avviata nel 2011 da uno studente austriaco di giurisprudenza, Max Schrems, dopo lo scandalo del programma di sorveglianza della Nsa statunitense svelato da Edward Snowden. Sotto accusa è il cosiddetto “Safe Harbor”, il porto sicuro per i dati aperto dagli Stati Uniti e autorizzato dalla Commissione dell’Ue quindici anni fa. La sentenza fissa un precedente e finirà per riguardare i giganti tecnologici statunitensi presenti in Europa (oltre a Facebook, Apple, Google e Microsoft). Secondo la legislazione comunitaria, si possono trasferire dati personali a un Paese terzo solo se questo garantisce un livello di protezione adeguato. 

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16 settembre 2019

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