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Schengen sotto scacco

· La Polonia frena sulle politiche europee per il ricollocamento dei migranti ·

Continua ad aumentare il flusso di arrivi nei Balcani

Dopo gli attentati a Parigi «la Polonia deve mantenere il controllo completo delle sue frontiere, della sua politica d’asilo e d’immigrazione», quindi «non vediamo la possibilità politica di rispettare» gli impegni sul ricollocamento dei rifugiati. Ad annunciare la decisione del Governo di Varsavia è stato ieri il ministro designato agli Affari europei della Polonia, Konrad Szymański, in un’intervista. 

Migranti in arrivo sull’isola greca di Lesbo (Afp)

Questo implica anche la necessità di «rivedere la politica europea di fronte alla crisi migratoria». Le dichiarazioni di Szymański s’inseriscono in un clima sempre più difficile per la gestione dell’emergenza immigrazione in Europa. Dopo i molteplici attacchi terroristici a Parigi, si rischia — dicono gli analisti — un autentico stallo del processo politico europeo. Non pochi hanno infatti evocato la possibilità di abolire Schengen, ovvero la libera circolazione nel vecchio continente, per prevenire nuovi attacchi: sembra infatti che uno degli attentatori fosse un rifugiato, giunto in Francia dalla Siria e poi divenuto un terrorista. «Oggi è troppo prematuro parlare, dobbiamo ancora raccogliere i dati e le informazioni» ha detto una portavoce della Commissione Ue, interpellato proprio sul futuro di Schengen. Bruxelles aspetta dunque un quadro preciso in base a cui muoversi e decidere.La situazione, sul terreno, resta critica. Continua ad aumentare il flusso degli arrivi soprattutto sulla rotta dei Balcani, e principalmente in Grecia.

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17 settembre 2019

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