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Scelta diplomatica

· ​Il Consiglio di sicurezza dell’Onu scarta l’ipotesi di un intervento armato contro l’Is in Libia ·

Fedeli copti ad Amman durante una celebrazione in suffragio dei cristiani uccisi in Libia (Ap)

In Libia l’unica strada è quella di una soluzione politica della crisi. Prevale la linea diplomatica al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, durante la riunione d’emergenza questa notte a New York. Scartata, dunque, l’ipotesi di un intervento armato per fermare l’avanzata dello Stato islamico (Is). L'Italia ha annunciato di essere pronta ad assumere un ruolo guida nell'iniziativa Onu. I nodi da sciogliere, tuttavia, sono ancora tantissimi. L’inviato dell’Onu per la crisi libica, Bernardino Léon, collegato in videoconferenza con il palazzo di Vetro, ha sottolineato la necessità che si arrivi a un accordo politico, ma le distanze tra le fazioni libiche restano. Il Paese è letteralmente spaccato in due — due Parlamenti, due Governi, di cui uno soltanto, quello con sede a Tobruk, è riconosciuto internazionalmente — e a complicare le cose ci sono le contrapposizioni tribali. Sempre sul piano diplomatico, il presidente statunitense, Barack Obama, ha dichiarato ieri che in Libia «non c’è uno scontro di civiltà» e che i terroristi dell’Is «non parlano a nome di un miliardo di musulmani». Nel frattempo, Mosca ha comunicato oggi la propria disponibilità a un’eventuale forza internazionale contro l’Is.

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10 dicembre 2019

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