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Scatta l’offensiva finale a Raqqa

· Le forze curdo-arabe annunciano una nuova operazione anti-Is ·

Le forze che combattono il cosiddetto stato islamico (Is), sostenute dagli Stati Uniti, sono pronte all’attacco finale contro Raqqa, roccaforte degli jihadisti in Siria. I miliziani curdi e arabi delle Forze democratiche siriane (Sdf) hanno già riconquistato il novanta per cento della città e stanno avanzando verso l’area di Al Naim, tristemente famosa per le decapitazioni e le crocifissioni eseguite dai terroristi islamici. 

Mezzi militari nelle aree di Raqqa sottratte all’Is (Reuters)

Le Sdf hanno annunciato ieri l’avvio di un’azione “a tenaglia” da nord e da est. Secondo Rojda Felat, che comanda l’operazione “Ira dell’Eufrate”, quando le due colonne anti-jihadiste si incontreranno «potremo dire che siamo entrati nella settimana finale della campagna per la liberazione di Raqqa». I combattimenti sono ancora «molto duri» e l’Is utilizza attentatori suicidi e cecchini. I suoi combattenti si muovono attraverso una fitta rete di cunicoli; nelle loro mani si trovano ancora i quartieri vicini all’ospedale statale e allo stadio di calcio.

Intanto, sempre ieri, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, ha annunciato l’inizio delle operazioni militari turche a Idlib. «C’è un gran movimento a Idlib, e questa situazione è destinata a durare» ha detto il presidente turco specificando che i soldati di Ankara non hanno ancora varcato il confine siriano. Erdoğan ha poi rivendicato la legittimità dell’intervento turco: «Si tratta di una questione di sicurezza nazionale. Non possiamo permettere che un corridoio del terrore venga stabilito al nostro confine sud». Il presidente non ha escluso che dopo Idlib nuove iniziative possano essere prese, per poi favorire il rientro ad Aleppo ai siriani rifugiatisi nella provincia di Idlib.

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