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Scatta l’offensiva per conquistare Mosul est

· L’Onu chiede protezione per gli oltre 750.000 civili intrappolati nei quartieri in mano all’Is ·

È iniziata in Iraq la dura offensiva dell’esercito per riconquistare la parte occidentale di Mosul, ancora nelle mani degli uomini del cosiddetto stato islamico (Is), dove oltre 750.000 persone sono intrappolate. A dare l’annuncio è stato ieri il premier Al Abadi che ha assicurato: «Libereremo i nostri cittadini dal terrore dell’Is. Spazzeremo via dalla nostra grande nazione ogni terrorista». Le forze di Baghdad puntano dritto verso l’aeroporto. A quattro mesi dall’inizio della grande offensiva, e a un mese dalla liberazione dei quartieri orientali, centinaia di blindati e tank, appoggiati da cacciabombardieri ed elicotteri, sono avanzati dal deserto da sud-ovest.

Due quartieri sarebbero già stati liberati, oltre alla centrale elettrica di Al Lazaka, stando al portavoce dell’esercito, che parla anche di dure perdite inflitte ai jihadisti. La maggiore preoccupazione è quella riguardante i civili, troppo spesso fatti oggetti di violenze e usati come “scudi umani” da parte dei miliziani. Gli esperti delle Nazioni Unite hanno lanciato un appello per la loro protezione. Il coordinatore umanitario dell’Onu in Iraq, Lise Grande, ha chiesto «a tutte le parti» che assicurino «la sopravvivenza dei civili».

In base ai dati dell’Onu, nelle zone ad ovest della città sono intrappolati circa 350.000 bambini bisognosi di cure urgenti, come denuncia l’organizzazione internazionale Save The Children che chiede ai soldati iracheni — e ai loro alleati, inclusi Gran Bretagna e Stati Uniti — di fare il possibile per proteggere i piccoli e le famiglie evitando di colpire scuole e ospedali. Intanto, ieri due miliziani dell’Is si sono fatti saltare in aria, uccidendo tre persone e ferendone almeno dodici nei pressi di un ristorante ad Al Zuhur.

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16 dicembre 2019

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