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Scatta la tregua
in Siria

· ​Segnalati sporadici scontri in diverse città mentre sale la tensione al confine con Israele ·

Mosca e Washington pronte a rafforzare il coordinamento anti-Is

Sembra reggere la tregua in Siria, raggiunta grazie all’accordo tra Mosca e Washington. Questa mattina non sono segnalati bombardamenti, stando a quanto riferiscono i media locali. La tensione è invece riesplosa al confine con Israele: l’agenzia ufficiale siriana Sana ha diffuso oggi la notizia secondo cui le forze di Assad avrebbero abbattuto nel sud-ovest del Paese un caccia e un drone israeliani. 

Bambini siriani giocano tra i palazzi distrutti dalle bombe a Daraa (Afp)

L’abbattimento sarebbe avvenuto nei pressi di Qunaytra, capoluogo dell’omonima regione confinante con il territorio controllato da Israele. Il Governo di Benjamin Netanyahu ha tuttavia smentito la notizia: secondo un portavoce militare, i siriani avrebbero sparato due razzi terra-aria senza però colpire nessun obiettivo. Intanto, come detto, l’accordo per la cessazione delle ostilità sembra reggere nelle maggiori città siriane. Le forze siriane hanno annunciato ieri la sospensione delle attività militari a partire dalle 19 locali. Quelle russe avevano reso noto poco prima di aver interrotto i raid aerei in corso da circa un anno (le operazioni erano iniziate il 30 settembre 2015). Lo stop alle armi dovrebbe durare per una settimana, fino al 18 settembre. Ma l’esercito governativo «si riserva il diritto di rispondere in maniera decisa contro qualsiasi gruppo armato che violi la tregua» ha spiegato il presidente Assad. Sia Mosca che Washington proseguiranno i raid contro gli uomini di Al Baghdadi. Ieri sera il segretario di Stato americano, John Kerry, ha detto che potrebbero essere approvati «raid aerei dell’esercito di Assad contro i gruppi legati ad Al Qaeda» in alcune non meglio precisate aree del Paese. È la prima volta che un responsabile dell’Amministrazione Obama ipotizza una forma di collaborazione con Assad.

E sempre ieri, nel pomeriggio, il vice ministro degli Esteri russo, Mikhail Bogdanov, ha affermato che i colloqui tra Governo e ribelli potranno riprendere all’inizio di ottobre, dopo diversi mesi di stallo.

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26 agosto 2019

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